Gazzetta di Reggio

Reggio

Cadelbosco, insulti anonimi alla società di calcio dopo la retrocessione

di Luca Cavazzoni
Cadelbosco, insulti anonimi alla società di calcio dopo la retrocessione

Lettere di offese ai dirigenti della squadra. Boiardi: «Abbiamo fatto errori, ma abbiamo sempre pagato di tasca nostra»

2 MINUTI DI LETTURA





CADELBOSCO. Lettere anonime condite da offese, insulti e parolacce. I dirigenti e volontari del Cadelbosco continuano ad essere bersaglio di uno o più contestatori. Gli episodi sono cominciati quasi due anni fa, con destinatario Quinto Contesini, e ora sono ripresi.

«Da un mese e mezzo», spiega il vice presidente Amedeo Boiardi, «uno o più personaggi hanno ripreso a inviare lettere piene di offese personali molto pesanti. Le sto trovando nella cassetta della posta. Chi scrive mantiene l’anonimato. Ma chi compie questi gesti va censurato, oltre che denunciato alle autorità competenti».

Che posizione prendete davanti a questo serie di lettere anonime?

«Come società Cadelbosco diciamo no a questo sciacallaggio, manifestato sotto forma di non cultura e di pura ignoranza. Nascondersi dietro all’anonimato è già di per sé discutibile, ma diventa inaccettabile quando si passa addirittura alle offese personali che nulla hanno a che fare con il calcio».

Episodi che vanno anche aldilà dei risultati sul campo?

«Di errori ne abbiamo purtroppo commessi, ma ci siamo sempre presi le nostre responsabilità. In diverse occasioni abbiamo sborsato di tasca nostra, ma qui si è andati oltre la contestazione. Siamo alla seconda retrocessione in pochi anni, ma in quella della passata stagione la società non ha colpe. Ci riferiamo a gran parte di chi è andato in campo, dato che non ha giocato con l’entusiasmo e l'impegno necessario per rappresentare al meglio i colori sociali della casacca che indossavano».

Come intendete tutelarvi?

«Chi ha scritto questi fogli anonimi e continua a farlo, sicuramente sono persone che erano abbastanza vicine al Cadelbosco Calcio. Queste persone non sanno e non hanno mai fatto volontariato, altrimenti capirebbero che certi valori vanno difesi. La cerchia del responsabile, o dei responsabili, si sta restringendo sempre di più. Abbiamo portato le lettere ai Carabinieri (ma senza presentare denuncia, ndr). Inoltre ci siamo rivolti a degli esperti per individuare la calligrafia dei vari scritti. Infine ci siamo rivolti a due avvocati per essere tutelati a livello personale. Penso che a breve queste persone, che si nascondono dietro l’anonimato e non appartengono alla gente civile, saranno smascherate».

La speranza è di tornare a parlare solamente di calcio giocato?

«È ingiusto continuare ad attaccare e offendere chi da anni fa volontariato, cercando di dare il proprio contributo. Inoltre la nuova dirigenza del Cadelbosco è dal mese di giugno che si prodiga per allestire una squadra con diversi giocatori di categorie superiori. L'obiettivo è essere competitivi, per ritornare nel minor tempo possibile nei campionati che più contano. La Cadelbosco sportiva si merita questo ed altro, ma non certo dei personaggi che cercano solo di fare e zizzania».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google