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«I giovani brescellesi non stanno con la mafia»

«I giovani brescellesi non stanno con la mafia»

BRESCELLO. Dopo le varie reazioni degli ultimi giorni, sulla manifestazione di Agende Rosse a Brescello arriva anche la presa di posizione di Mauro Ponzi, presidente del Consorzio Mestieri che ha...

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BRESCELLO. Dopo le varie reazioni degli ultimi giorni, sulla manifestazione di Agende Rosse a Brescello arriva anche la presa di posizione di Mauro Ponzi, presidente del Consorzio Mestieri che ha collaborato all’organizzazione e partecipato al Festival “Noi contro le mafie” dalla sua fondazione.

Ponzi è iscritto al Pd, ha fatto parte della segreteria e oggi è una delle tre figure “esterne”, di fatto dei commissari, chiamate ad aiutare il partito brescellese a uscire dalla difficile fase successiva allo scioglimento del Comune. «Se un personaggio come Francesco Campanella, oggi collaboratore di giustizia – spiega Ponzi – già presidente del consiglio comunale di un piccolo paese in provincia di Palermo, in un’intercettazione affermava l’utilità di promuovere, lui, mafioso, iniziative antimafia che “piacciono alla gente e che non cambiano niente”, allora possiamo riflettere se le manifestazioni di piazza abbiano una qualche utilità. E se forse hanno un senso è quando hanno un radicamento territoriale e aiutano una comunità a ritrovarsi attorno a un progetto condiviso. Non servono se sono occasione per chi le promuove di mettere sul banco degli imputati tutti: cittadini, associazioni, commissari. Soprattutto poi non dovrebbero mai essere legate a una parte politica».

«Non condivido – prosegue Ponzi – la generalizzazione delle accuse verso la stragrande maggioranza dei brescellesi che non si sentono e non vogliono essere accomunati a ‘ndranghetisti. I brescellesi, e i più giovani, faranno uscire Brescello dalla situazione nella quale si è trovata a causa di pochi noti personaggi. Rimboccandosi le maniche e progettando una Brescello in ripartenza. Con impegno civico, approfondendo temi. Non necessariamente andando in piazza, con tutto il rispetto che nutro per la grande figura di Paolo Borsellino». (a.v.)

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