Parcheggi, il dibattito:«Via Emilia San Pietro deve diventare pedonale»
Reggio Emilia, Scillia (Cna) non ha dubbi: «Quei 18 stalli bianchi servono solamente ai residenti».
Prampolini (Confcommercio) dissente: «Sempre meglio che una pista ciclabile»
REGGIO EMILIA. I diciotto stalli bianchi di sosta disegnati in via Emilia San Pietro sono accolti con favore dai residenti, con scetticismo dai commercianti, con disappunto dai ciclisti. In quel tratto, infatti, il Comune aveva previsto la realizzazione di una pista ciclabile con una duplice finalità: offrire un percorso riservato alle biciclette, che ora invadono abusivamente i portici, e dissuadere la sosta, che era vietata su entrambi i lati.
Le pressanti richieste dei residenti, a cui scarseggiano i posti auto nel centro storico, hanno indotto l'amministrazione a cancellare quel progetto. Ora gli abitanti non rischiano più la contravvenzione se parcheggiano sul lato dei portici. Anzi, vi hanno a disposizione diciotto nuovi stalli riservati a chi, come loro, ha accesso alla zona a traffico limitato.
I negozianti non sono altrettanto entusiasti. Lo riferisce Giacomo Scillia, presidente dell'associazione dei commercianti di via Emilia San Pietro aderente alla Cna: «Ho parlato con alcuni di loro, che mi hanno manifestato lo sconcerto nel vedere i posti auto che occupano metà del marciapiede. Le automobili, così, vengono parcheggiate di traverso. E' ridicolo. La pavimentazione del marciapiede è stata rifatta con materiale di qualità, che ora rischia di essere danneggiato. In quanto all'utilità, ne trarranno vantaggio i residenti, non i clienti, che continueranno a non trovare aree di sosta in centro.
Per incentivare il commercio servirebbe, invece, la pedonalizzazione. Avevamo proposto di pedonalizzare il tratto successivo di via Emilia San Pietro, da via Giorgione a viale Monte San Michele, ma non se n'è fatto niente. Sarebbe servito a richiamare più gente e a risanare un'area che rischia di essere abbandonata al degrado e a cattive frequentazioni». È' diverso il parere di Donatella Prampolini, presidente provinciale di Confcommercio: «Con i nuovi stalli - sottolinea - il Comune va incontro non solo a chi vive, ma anche a chi lavora in centro storico. Li preferiamo di gran lunga ad una pista ciclabile».
Il Comune giustifica la collocazione degli stalli con la necessità di lasciare lo spazio ai minibù che, transitando sul lato opposto, si trovavano la carreggiata occupata dagli automezzi parcheggiati abusivamente sul lato dei portici. Non c'era altra soluzione che consentire la sosta su metà del marciapiede.
In questo modo, peraltro, rimangono sacrificati i ciclisti, che possono essere multati se passano sotto ai portici o sul marciapiede e rischiano di essere investiti se procedono su quel tratto di strada sempre trafficato. La soluzione? L'ufficio tecnico comunale la sta studiando. Basterebbe tracciare una striscia gialla sul marciapiede non occupato dagli stalli per delimitare una pista ciclabile. Ai pedoni resterebbero i portici.
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