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Pronte quattro case per 26 profughi a San Martino in Rio

di Mauro Pinotti
Pronte quattro case per 26 profughi a San Martino in Rio

Il sindaco Fuccio: «Altri due appartamenti entro settembre» Al via corsi di italiano e lavori socialmente utili per i migranti

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SAN MARTINO IN RIO. Entro settembre, tutti i 26 richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria, Ghana e Gambia saranno ospitati in appartamenti che sono stati concessi da proprietari di immobili privati dopo una lunga trattativa. Già da oggi diranno addio ai container nella zona industriale 20 persone.

È questa la novità emersa ieri mattina nella sala Giunta del municipio di San Martino in Rio alla presenza del sindaco Paolo Fuccio, del viceprefetto vicario della Prefettura di Reggio Emilia, Alessandra De Notarisfefani di Vastogirardi e del presidente dell’associazione Dimora di Abramo, Luigi Codeluppi.

La vice prefetto ha fatto un excursus di quanto avvenuto in questi 4 mesi. Ora sembrano lontani i tempi da quel 27 maggio scorso, quando, in base al maxi-bando della prefettura e della quota prevista per ogni Comune, nella cittadina arrivarono 31 persone: 6 di queste sono state sistemate nel bed&breakfast di Stiolo, dove sono tuttora, mentre le altre sono state ospitate in moduli abitativi come quelli che erano stati destinati agli sfollati del terremoto 2012.

All'epoca, Paolo Fuccio, sindaco di San Martino in Rio, nonostante un preavviso di poco più di 24 ore, di fronte all’emergenza non si è tirato indietro ed è stato costretto, in mancanza di idonee strutture, ad allestire una sorta di campo profughi. Campo che però, grazie al contributo del ministero dell'Interno, è dotato di servizi igienici, docce, sala riunioni e posti letto.

Il caso di San Martino in Rio ha fatto discutere cittadini e istituzioni di tutta la provincia. I moduli abitativi sono stati allestiti dalla Prefettura in via Magnanini, nella zona industriale di San Martino in Rio.

«Ospitare profughi in container doveva essere solo una situazione provvisoria – ha detto il primo cittadino –. Avevamo bisogno della massima collaborazione di tutti per trovare strutture più idonee. Non è stato facile convincere i privati, più propensi ad un “ni”. Abbiamo cercato di smuovere le coscienze dei nostri concittadini e così siamo riusciti ad ottenere dei “si”. Attualmente siamo all'84% della copertura dell’accoglienza. A breve saranno disponibili quattro appartamenti, gli altri due saranno abitabili a settembre».

D’altra parte, il sindaco, già a metà giugno, aveva annunciato che i profughi sarebbero stati trasferiti, nel più breve tempo possibile, in «strutture più idonee». Terminata la fase di emergenza, è stato deciso l’abbandono graduale dei moduli abitativi per una sistemazione più dignitosa, anche in previsione dell’arrivo della stagione autunno-inverno. Ora l’associazione Dimora di Abramo e l’amministrazione comunale pensano già al futuro e hanno due obiettivi: effettuare corsi di alfabetizzazione per insegnare la lingua italiana e mobilitare il mondo dell’associazionismo sanmartinese. Sul primo versante, un corso di 20 ore partirà la prossima settimana. Sul secondo, saranno coinvolti Pro loco e Auser per stimolare la creazione di progetti per lavori socialmente utili destinati ai richiedenti asilo.

Il Comune sta valutando la possibilità di impiegare alcuni profughi, in accordo con la Dimora di Abramo e la prefettura, per lavori di manutenzione di panchine e aree verdi pubbliche, sistemazione dei cimiteri e, per il prossimo autunno, realizzare un piano per la raccolta delle foglie.

L'integrazione tra i richiedenti asilo e la comunità, fin dai primi mesi, non è mai stata un problema. I giovani del 2001 ed altri cittadini di buona volontà si sono dati molto da fare per far sentire ai migranti un po’ di calore e di affetto.

I ragazzi reggiani, quasi ogni giorno, vanno a trovare i profughi africani. Si è così creata una bella amicizia sfociata in partite di calcio. Ogni domenica c’è un incontro tra San Martino in Rio e Nigeria; giocano reggiani contro ghanesi, giovani 2001 contro Gambia. «Il modo più semplice e immediato per fare integrazione? Lo sport – dice Fuccio –. Abbiamo giovani e cittadini meravigliosi e di grande spirito umanitario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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