Siccità: fiume Enza in secca, stop ai prelievi per i campi
Per la prima volta in 70 anni chiusa la derivazione del fiume a Cerezzola di Canossa. La Coldiretti: «Non si può più coltivare il foraggio»
CANOSSA. Una misura storica, forse inevitabile. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale ha sospeso venerdì scorso i prelievi idrici per le irrigazioni dalla derivazione del fiume Enza. La decisione è stata presa per garantire il minimo deflusso vitale del corso d’acqua. Da quando è stata realizzata la traversa di Cerezzola, circa 70 anni fa, non era mai successo che si sospendesse il servizio per irrigare i campi.
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Gli eventuali danni dovuti alla mancata erogazione del servizio si andranno a sommare agli oltre 250 milioni di euro di perdite per le coltivazioni e gli allevamenti in tutta l’Emilia Romagna in questi mesi del 2017. La giunta regionale si è unita ad altre dieci Regioni per chiedere al governo lo stato di calamità. E la Coldiretti fa la conta dei danni causati all’agricoltura in quello che è stato già definito come il secondo anno climatico più caldo dal 1800 a oggi.
Secondo i dati raccolti dalla sede di Reggio dell’associazione, la perdita diretta si attesta al 30% per la produzione foraggera e oscilla tra il 15% e il 20% per il mais. La prima causa difficoltà anche per gli allevamenti, concatenandosi con il calo di produzione del latte.
Coldiretti Reggio stima una riduzione di un quinto (meno 20%) nella produzione di latte, a causa dell’effetto negativo del caldo sulla produzione di latte. Vi sono poi i danni indiretti legati, sempre secondo l’associazione degli agricoltori, all’incremento dei costi per il carburante con cui funzionano pompe e trattori impiegati per le irrigazioni. La misura decisa dal Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale, sentiti i pareri del Consorzio della bonifica parmense e del presidente dei Consorzi irrigui, rischia di aggravare la situazione.
«Le imprese agricole del comprensorio si sono trovate sin da maggio in carenza idrica costante – rimarca Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Reggio – per arrivare alla settimana scorsa con la totale interruzione delle erogazioni d’acqua. La perdita della maggior parte della produzione di foraggi ha già costretto alcune aziende ad utilizzare per l’alimentazione le riserve per il periodo invernale».
Per Zampini quella che stiamo vivendo è un’emergenza annunciata: «Da gennaio precisiamo che tutte le analisi effettuate consideravano questa annata problematica in relazione alle modeste piogge e purtroppo le previsioni si sono concretizzate», sottolinea il direttore.
Previsioni che si sono avverate sia negli altri luoghi della regione sia in Val D’Enza, dove il quadro presentato da Zampini non è roseo. «La cronica mancanza di irrigazione ha provocato un abbassamento delle falde – conclude il direttore della Coldiretti Reggio – lasciando a secco anche i pozzi che normalmente sono riforniti dall’irrigazione. Lo stop delle irrigazioni pregiudica definitivamente la produzione di foraggio della Val d’Enza compromettendo in modo irreversibile i prati stabili. La soluzione del rifornimento idrico non va più rimandata perché fondamentale per la sopravvivenza delle imprese agricole del comprensorio».
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