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«Bisogno idrico, serve la diga»

«Bisogno idrico, serve la diga»

Albertini (Lega Nord): «Dalla parte degli agricoltori senza temere gli ambientalisti»

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VETTO. L’emergenza idrica è uno dei temi al centro dell’attenzione nazionale in questi giorni, e anche tra le provincie di Reggio e Parma torna ad essere insistente il dialogo sulla diga di Vetto. Sul tema interviene il responsabile della Lega Nord Appennino, Romano Albertini, chiedendo a gran voce la realizzazione dell’invaso: «Si spera che piova ma la siccità per ora la fa da padrona. In via ufficiosa, pare che gli esponenti della sinistra reggiana da sempre contrari alla diga di Vetto, nonostante fossero i promotori del progetto stesso, ora siano propensi a parlarne. La spiegazione pensiamo vada cercata nel consenso elettorale. Vista la necessità di avere grandi scorte di acqua, causata dalla siccità che tutti gli anni vede peggiorare la situazione, la diga è richiesta a gran voce soprattutto dai coltivatori e non solo, e vediamo a livello regionale un impegno politico nel trovare soluzioni definitive come il vecchio progetto della diga di Vetto (il grande invaso da circa 100 milioni di metri cubi di acqua), mentre a livello locale si parla della diga della stretta delle Gazze, invaso molto più piccolo, che potrebbe essere accettato anche dalla frangia ambientalista. Premesso che dovremmo fare i calcoli anche con i milioni di litri prelevati ogni anno dal Po, oltre due volte la capacità della diga di Vetto, senza considerare poi la dubbia qualità di quest’acqua, non si capisce perché si debba pompare a monte, quando l’acqua scende a valle da sola». Conclude Albertini: «Ci chiediamo quando i nostri amministratori decideranno di mettersi dalla parte del bisogno degli agricoltori e affrontare senza indugi la paura di perdere consensi elettorali in quella parte di ambientalisti che si oppongono all’unica vera energia alternativa senza inquinamenti futuri». « Per la diga di Vetto – conclude il leghista – nel giro di 6 mesi potrebbe ripartire la costruzione, e riguardo i finanziamenti ci sono fior di società, Enel compresa, che non vedrebbero l’ora di partire. Tutti sanno che questa diga oltre al bisogno idrico porterebbe sviluppo e turismo in tutta la val d’Enza».(l.t.)



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