BORETTO
Due operai precipitano dal tetto della Pramar
In ospedale dopo la caduta da cinque metri d’altezza: sostituivano la copertura di amianto
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BORETTO . Sono precipitati da un’altezza di circa 5 metri due operai che ieri mattina stavano lavorando sul tetto dell’azienda Pramar, a Boretto.
La caduta ha costretto i due a ricorrere alle cure ospedaliere: il primo, un 61enne di Reggio Emilia, è stato condotto all’ospedale di Guastalla mentre il più grave, un 40enne di Campagnola, è stato prima portato al Santa Maria Nuova a Reggio Emilia e conseguentemente trasferito al Maggiore di Parma.
Entrambi hanno riportato varie fratture. Erano circa le 6 di mattina quando i due lavoratori – due operai dell’azienda Coop Asfalti di Reggio Emilia – stavano effettuando alcune manovre sul tetto dell’azienda borettese per provvedere alla sostituzione della copertura in amianto.
In quel momento, all’interno del capannone non c’era nessuno in quanto quella effettuata è un’operazione che prevede (per ragioni di sicurezza) che nella zona sotto agli operai non vi sia appositamente nessuno.
Tra l’altro, in questo periodo la Pramar – storica azienda di componentistica per elettrodomestici con sede in via per Poviglio – è chiusa per le ferie estive. La dinamica dell’incidente è ancora in corso di ricostruzione. Tuttavia, a quanto è stato possibile appurare, le vittime del doppio infortunio sono due operai specializzati, che hanno potuto accumulare oltre dieci anni di esperienza nel corso del loro percorso professionale maturato.
A prestare loro soccorso tre ambulanze del 118, oltre ai titolari dell’azienda che si sono subito recati sul posto per sincerarsi delle condizioni dei due lavoratori.
I tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Ausl e i carabinieri sono al lavoro per capire le cause dell’infortunio: sono state escluse responsabilità da parte dell’azienda, tanto che gli stessi tecnici non ne hanno imposto la chiusura temporanea, come spesso avviene in casi simili a questo.
Dal racconto dei diretti interessati, sembra che i due operai si trovassero su una porzione portante del tetto e che a un certo punto questa abbia ceduto, facendoli di conseguenza precipitare di sotto da un’altezza di circa due piani. (a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
La caduta ha costretto i due a ricorrere alle cure ospedaliere: il primo, un 61enne di Reggio Emilia, è stato condotto all’ospedale di Guastalla mentre il più grave, un 40enne di Campagnola, è stato prima portato al Santa Maria Nuova a Reggio Emilia e conseguentemente trasferito al Maggiore di Parma.
Entrambi hanno riportato varie fratture. Erano circa le 6 di mattina quando i due lavoratori – due operai dell’azienda Coop Asfalti di Reggio Emilia – stavano effettuando alcune manovre sul tetto dell’azienda borettese per provvedere alla sostituzione della copertura in amianto.
In quel momento, all’interno del capannone non c’era nessuno in quanto quella effettuata è un’operazione che prevede (per ragioni di sicurezza) che nella zona sotto agli operai non vi sia appositamente nessuno.
Tra l’altro, in questo periodo la Pramar – storica azienda di componentistica per elettrodomestici con sede in via per Poviglio – è chiusa per le ferie estive. La dinamica dell’incidente è ancora in corso di ricostruzione. Tuttavia, a quanto è stato possibile appurare, le vittime del doppio infortunio sono due operai specializzati, che hanno potuto accumulare oltre dieci anni di esperienza nel corso del loro percorso professionale maturato.
A prestare loro soccorso tre ambulanze del 118, oltre ai titolari dell’azienda che si sono subito recati sul posto per sincerarsi delle condizioni dei due lavoratori.
I tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Ausl e i carabinieri sono al lavoro per capire le cause dell’infortunio: sono state escluse responsabilità da parte dell’azienda, tanto che gli stessi tecnici non ne hanno imposto la chiusura temporanea, come spesso avviene in casi simili a questo.
Dal racconto dei diretti interessati, sembra che i due operai si trovassero su una porzione portante del tetto e che a un certo punto questa abbia ceduto, facendoli di conseguenza precipitare di sotto da un’altezza di circa due piani. (a.v.)
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