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Eroina, solo il 32enne resta dentro

Eroina, solo il 32enne resta dentro

Per il gip ha un ruolo preminente nell’attività di spaccio, l’altro è un “galoppino”

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REGGIO EMILIA. Diversa sorte giudiziaria per i due nigeriani finiti nei guai per spaccio di stupefacenti dopo il blitz della Mobile in un appartamento di viale IV Novembre.

Il gip Giovanni Ghini – al termine dell’udienza di convalida dell’arresto – ha mantenuto in cella il 32enne Uche Osita, mentre ha disposto l’obbligo di firma per il 33enne Elemamba Toeddeus. È presumibile che il giudice abbia ritenuto come vi siano gravi indizi di colpevolezza nei riguardi di Osita, tali da considerarlo con un ruolo preminente in questa vicenda. Mentre Toeddeus sarebbe più inquadrabile come un “galoppino”, quindi con un lieve quantitativo di eroina a lui riferibile quanto a consegne effettuate.

Difesi dai legali Mario Di Frenna e Nico Vaccari, i due indagati si sono difesi in udienza, rispondendo alle domande del giudice. Hanno dato la loro versione dei fatti, diversificando le posizioni. Per entrambi i nigeriani il pm Giacomo Forte (titolare delle indagini) ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre i difensori la scarcerazione. Richieste solo in parte accolte dal gip Ghini.

Nell’appartamento gli agenti hanno trovato 93 involucri di eroina per un peso totale di circa un etto, tutto il materiale per il confezionamento delle dosi, otto cellulari, due tablet e 25.565 euro considerati provenienti dall’attività di spaccio.

Per la prima volta è stata sequestrata una tipologia particolare di eroina, chiamata “thailandese”: una sostanza bianca o color crema, molto pregiata e rara, ricercata dai tossicodipendenti: il suo costo varia dai 30 ai 50 euro a dose.

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