Gazzetta di Reggio

Reggio

Ladro arrestato dopo la fuga nella notte

di Gabriele Farina
Ladro arrestato dopo la fuga nella notte

I carabinieri intercettano l’auto della banda che sperona la gazzella: due malviventi scappano, il terzo è ai domiciliari

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CORREGGIO. Tentano un furto, sono scoperti dai carabinieri e fuggono in auto. Raggiunti dalla gazzella la speronano e cercano di scappare a piedi. In due la fanno franca, uno (Bardhok Lleshaj, 33 anni, albanese residente a Parma) è arrestato e resterà ai domiciliari in attesa del processo. Tutto in una notte, quella tra giovedì e ieri, ad alta tensione per le strade correggesi.

È circa mezzanotte quando un residente segnala presenze sospette in via Falcone. Aveva visto i tre scendere da una Bmw (che si scoprirà essere stata rubata a giugno a Parma) e scavalcare la rete di recinzione di un cortile. Immediatamente è scattato un allarme multiplo. Oltre all’impianto di sorveglianza e alla segnalazione ai carabinieri, è partito una sorta di aggiornamento dal vivo sui social network, in cui si è arrivati a ipotizzare anche una sparatoria mai avvenuta.

I carabinieri sono subito arrivati sul posto con una gazzella del Nucleo radiomobile di Reggio Emilia. I ladri sono saliti sull’auto e hanno tentato una folle fuga a tutta velocità nelle strade del paese.

All’altezza delle piscine l’inseguimento si è concluso con una collisione: i militari hanno affiancato la vettura, ma sono stati speronati dal conducente della Bmw.

L’impatto è stato violento: la gazzella è rimasta in mezzo alla strada con uno pneumatico danneggiato e la carrozzeria ammaccata in più punti. L’auto rubata ha terminato la propria corsa in un fosso, danneggiandosi a sua volta, soprattutto sulla fiancata destra. Ferite almeno tre persone, due carabinieri e lo stesso Lleshaj. Un militare dell’Arma è ricoverato, l’altro è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. Trenta sono i giorni per cui dovrà stare a riposo il 33enne, a cui è stata applicata ieri la misura degli arresti domiciliari.

Gli altri due occupanti della Bmw sono riusciti a mettersi in fuga e sono ricercati. Intanto, sul posto è giunta una volante della polizia stradale. Gli agenti e i carabinieri hanno perquisito l’auto, trovando all’interno gioielli e ferri del mestiere. Nel portabagagli, infatti, vi erano preziosi in oro, risalenti secondo gli inquirenti ad altri furti. Le indagini hanno appurato che i tre avevano preso di mira alcune case di Bagnolo prima di tentare un nuovo colpo proprio a Correggio. Nel bagagliaio vi erano anche attrezzi da scasso usati per i furti nelle abitazioni, come guanti per non lasciare tracce e ricetrasmittenti per coordinarsi a distanza durante le incursioni notturne.

Secondo i militari dell’Arma, i ladri intercettati e fermati dopo l’inseguimento appartengono a una banda specializzata che, da almeno un mese, ha messo a segno una serie di furti nelle case di diversi luoghi della Bassa reggiana. Episodi che, nemmeno a dirlo, sono stati rimarcati sui social network, in cui è proseguita la caccia all’aggiornamento.

Prosegue anche la caccia ai due fuggitivi, mentre Lleshaj si è presentato ieri in tribunale a Reggio con una fasciatura al collo e accompagnato da alcuni familiari. Ad attendere la testimonianza dell’arrestato il giudice Luca Ramponi e il pubblico ministero Giacomo Forte. L’imputato è stato difeso in aula dall’avvocato Alessandro Falzoni, giunto dal suo studio di Cento (in provincia di Ferrara).

«Il mio assistito ha risposto alle domande spiegando che non era lui alla guida, ma un’altra persona – ha dichiarato il legale della difesa –. Lleshaj ha raccontato che, quando si è accorto che era stato intimato loro l’alt dalle forze dell’ordine, ha detto all’autista di fermarsi. Tuttavia, il conducente non s’è fermato e così c’è stato un incidente. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere, il giudice ha invece applicato la misura dei domiciliari». Lleshaj è accusato di concorso in furto aggravato e tentato furto aggravato. La prossima udienza del processo sarà celebrata venerdì 15 settembre a Reggio Emilia.

Appena ieri il sindaco Ilenia Malavasi aveva chiesto al comandante provinciale dei carabinieri, Antonino Buda, un maggior presidio del territorio. Un controllo che ha dato subito i suoi frutti in una serata di grande lavoro per i militari ma che si è conclusa con l’arresto di un malvivente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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