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Ora le imprese straniere crescono più delle italiane

Ora le imprese straniere crescono più delle italiane

Sul territorio provinciale rappresentano il 14% e sono aumentate dell’ 1,6% In cima alla classifica Cina (998 aziende) e Tunisia (874). In calo l’Albania 

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REGGIO EMILIA. Crescono ad un ritmo superiore rispetto a quelle italiane; operano soprattutto nelle costruzioni e nel commercio, ma sono numerose anche nel manifatturiero; ormai rappresentano il 14,3% del totale delle aziende presenti sul territorio reggiano: sono le imprese fondate da cittadini di origine straniera. Un blocco di 7.917 imprese che, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio, nel primo semestre 2017 sono cresciute di 127 unità, con un +1,6%. Nello stesso periodo, le imprese fondate da italiani sono calate dello 0,9% passando da 47.772 di dicembre 2016 a 47.330 di giugno 2017 (442 unità in meno). La maggiore vitalità delle realtà imprenditoriali che fanno capo a cittadino nati al di fuori del suolo nazionale permette di contenere il saldo negativo che si registra per la struttura economica provinciale e che neiprimi sei mesi dell’anno in corso si è attestato a -86 imprese.

La tendenza alla crescita delle imprese create da stranieri si riscontra in numerosi settori dell’economia provinciale. Sono cresciute del 2,3% le aziende del commercio che, a giugno 2017, hanno raggiunto le 1.175 unità; andamento positivo anche per le imprese che svolgono attività nell’alloggio e ristorazione passate da 512 di fine 2016 a 534 (+4,3%). Le attività del terziario – che rappresentano il 12,3% delle imprese “straniere” presenti in provincia – hanno registrato un incremento del 3,5% e hanno raggiunto le 975 unità, trainate dall’andamento dei servizi rivolti alla persona. In sei mesi le imprese che svolgono questo tipo di attività sono cresciute del 6,7% passando da 327 a 349: riparazione di computer e di beni per uso personale (da 36 a 40 imprese in un semestre), assistenza sociale non residenziale (da 16 a 31) e “altre attività di servizi per la persona” ( saloni di barbiere e parrucchiere, istituti di bellezza, lavanderie, ecc.) cresciute del 2%, sono le attività che hanno mostrato gli incrementi più consistenti. Raggiungono le 626 unità, crescendo dell’1,7%, le aziende gestite da stranieri che svolgono attività di servizi alle imprese: passano da 111 a 120 le attività di supporto per le funzioni d’ufficio; lo stesso dicasi per le attività di servizi per edifici e paesaggio (da 111 a 119); salgono da 20 a 24 le attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale. Fra le attività manifatturiere, la maggior consistenza di imprese straniere si colloca nell’industria del tessile-abbigliamento (705 impresei i due terzi del manifatturiero “straniero” complessivo), seguita da quella metalmeccanica. Le costruzioni, settore nel quale opera il 48% delle aziende gestite da stranieri, sono cresciute nel primo semestre 2017 dello 0,2% passando da 3.781 a 3.788.

Ma da dove arrivano gli stranieri? Nove aziende “straniere” su dieci (7.034 unità) sono state costituite da imprenditori nati in Paesi extra Ue solo il 10,9% da nativi comunitari. Cina, Tunisia, Egitto, Albania e Marocco (con riferimento alle imprese individuali, le uniche per cui è possibile associare la nazionalità al titolare) sono i paesi d’origine delle comunità imprenditoriali straniere più rappresentate. Crescono del 2,3%, e si confermano in vetta alla classifica delle nazionalità maggiormente presenti in provincia, gli imprenditori cinesi, che a giugno 2017 hanno raggiunto quota 998. Aumentano gli imprenditori nordafricani: +0,6% i tunisini (con 874 unità sono al secondo posto nella graduatoria degli imprenditori extracomunitari), +0,1% gli imprenditori egiziani, che raggiungono le 859 unità, +0,5% i marocchini (752). Prosegue l’incremento di imprenditori nati in Pakistan (+3,2%), e fra dicembre 2016 e giugno 2017 registrano un aumento pari al +12,2%, gli imprenditori nigeriani Primo Paese comunitario, che si colloca al sesto posto nella graduatoria in ordine di diffusione imprenditoriale, è la Romania con 285 imprenditori (+3,3% in sei mesi). In calo gli imprenditori albanesi che, con un -2,7% in sei mesi, sono passati da 779 a 758.



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