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Puzza, Comune e comitati contestano i dati Arpae

di Mauro Pinotti
Puzza, Comune e comitati contestano i dati Arpae

Porcilaie e impianto a biogas: polemica sulle analisi in merito alle emissioni Pm10 Il sindaco Tellini: «Chiedo che siano tutelati l’ambiente e la salute dei cittadini»

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CADELBOSCO . La conferenza dei servizi sull’impianto biogas dell’allevamento suinicolo “Fontanelle” ha svolto il suo lavoro. Arpae e Ausl hanno espresso rassicurazioni in relazione alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica. Il sindaco Tania Tellini e membri del comitato Aria pulita, però non sono convinti. Da un lato, il primo cittadino chiede costanti controlli, viste le numerose inadempienze dell’azienda in fatto di impatto ambientale. Dall’altro il comitato Aria pulita si domanda come mai Arpae e Ausl non abbiano tenuto in considerazione che «il territorio del Comune di Cadelbosco, già nel 2013, è inserito nell'elenco di zone nelle quali gli standard di qualità ambientale della legislazione comunitaria sono stati superati come si evince nell’atto firmato dal direttore generale della Direzione regionale ambiente».

Nel parere espresso da Arpae si legge che «il contributo di Pm10 prodotto dall'impianto in un anno è inferiore a quello emesso da una tradizionale stufa a legna o caminetto a legna» e analoghe rassicurazioni vengono riportate per ammoniaca e acido solfidrico. Analogamente Ausl riporta che «se ben condotto l'impianto può rappresentare un significativo miglioramento rispetto alla situazione attuale per quanto riguarda i possibili impatti sulla popolazione».

Numerose sono le prescrizioni impartite dagli enti preposti. Tuttavia, Tellini si dichiara perplessa e preoccupata: «Il punto che può fare la differenza per i cittadini e il territorio è proprio la gestione dell'impianto. Richiedo con forza agli enti competenti per il controllo sulla tutela dell'ambiente e della salute verifiche accurate e costanti. Sono inoltre convinta che l'azienda che realizzerà l'impianto, Biogas sannita, debba condividere con il comitato Aria pulita per Cadelbosco e con i cittadini che abitano nelle zone limitrofe all'impianto modalità di controllo trasparenti e partecipate dai cittadini stessi perché si possa arrivare ad un clima sociale di fiducia».

Aria pulita per Cadelbosco, dal canto suo, contesta le affermazioni di Arpae in merito alle emissioni di Pm10 e rilancia: «Da studi scientifici si rileva che le emissioni giornaliere in atmosfera di un impianto a biogas da un megawatt, equivalgono a circa 35 chili di ossidi di azoto: i principali precursori delle polveri sottili. Questa quantità di emissioni corrisponde i fumi prodotti da 10 mila automobili che in un giorno percorrono una distanza di 20 chilometri».

Inoltre, Aria Pulita respinge anche le affermazioni dell’Ausl che «sminuiscono di fatto le “piacevolezze” per gli sfortunati residenti rurali: emissioni odorigene, rischi per le riserve d'acqua potabile, rischi di utilizzo di scarti di dubbia provenienza (con conseguenti rischio biologico a seguito di spargimento dei digestati), traffico di mezzi pesanti e lenti sulla viabilità comunale e vicinale, rischi di sversamenti, incendio ed esplosione».

Il comitato precisa poi: «Oltre alla “puzza” ci sono le polveri sottili prodotte a partire dagli ossidi d'azoto emessi dai motori (in funzione più di 8 mila ore all'anno), pertanto a chi ha scritto tali amenità diciamo a chiare lettere: “Rispettate il nostro intelletto e la nostra salute”. Inoltre, il territorio comunale ricade nell'elenco di zone nelle quali gli standard di qualità ambientale della legislazione comunitaria sono già stati superati e questo non lo scrive il comitato, ma un atto del direttore generale della direzione regionale Ambiente già dal 2013. Perché Arpae e Ausl lo ignorano? Sembra che questi enti pubblici siano sempre più al servizio di questi industriali che dei cittadini a cui dovrebbero garantire la salute e salvaguardare il territorio in cui vivono».

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