Gazzetta di Reggio

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Tutti i fiumi sono a secco Vietati i prelievi agricoli

di Leonardo Grilli
Tutti i fiumi sono a secco Vietati i prelievi agricoli

La situazione più critica è quella dell’Enza, da giorni sotto il livello minimo vitale Preoccupante anche il torrente Crostolo, mentre tengono il Secchia e il Po

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REGGIO EMILIA. Il Secchia che fa miracoli e tiene così come il Po mentre l’Enza continua nella sua agonia. La giornata di ieri non ha portato alcun miglioramento nella situazione dei fiumi che segnano il territorio reggiano, alle prese con la siccità e l’enorme sofferenza delle fonti sorgive che normalmente li alimentano. Il quadro più complesso, e non è una novità, è quello del torrente Enza, che dal Lagastrello sino a Brescello segna il confine fra Reggio e Parma.

Da oltre un mese erano stati presi i primi provvedimenti di diminuzione del flusso e da alcuni giorni è stata sospesa completamente la derivazione delle acque per scopi agricoli. Il livello di allarme, quello che stabilisce il deflusso minimo vitale del corso, è stato superato abbondantemente. Dalla grande derivazione di Cerezzola non viene più deviata acqua irrigua, con conseguenze per le colture già minate dalle temperature ben sopra la media. Unica eccezione al provvedimento è a Gattatico, dove la presenza di una sorgente sotterranea garantisce nuovo vigore e permette di continuare nel pompaggio e nelle distribuzione.

Tiene invece botta il Secchia, sul versante opposto della provincia. «Il Secchia sta facendo davvero i miracoli, anche questa settimana alla derivazione di Castellarano riusciamo a prelevare un metro cubo sul lato reggiano – spiega il direttore della Bonifica Emilia Centrale, Domenico Turazza – nel periodo di bassa portata si fa a turno, una settimana di prelievo verso il reggiano e una settimana verso il modenese. Crediamo di poter arrivare fino a Ferragosto, poi il nuovo bacino dovrebbe esaurirsi, se non ci saranno nuovi afflussi». Il Secchia finora ha resistito con un flusso costante nonostante i mesi torridi, anche grazie alla presenza di diversi innesti ricchi e robusti, come le fonti di Poiano che prima di Gatta rinforzano notevolmente la portata.

Situazione tranquilla anche per il Po, che nel tratto emiliano-romagnolo è stato toccato solo da qualche piccola limitazione nei giorni scorsi senza però grossi problemi. «L’acqua nel Po c’è, e notiamo anche un calo dei prelievi rispetto alla media stagionale, forse perché con questo clima i tempi delle colture e delle maturazioni non hanno seguito le normali cadenze e quindi le necessità sono cambiate – spiega sempre Turazza – il problema rimane l’Enza, lì effettivamente la situazione è stata critica, siamo riusciti a fornire un terzo della risorsa prelevata in media. Con il Secchia e il Po invece abbiamo portato a casa la pelle».

Desolante puro il quadro del Crostolo e dei suoi affluenti, dal Quaresimo al Modolena, praticamente prosciugati. Basta un’occhiata dai ponti per rendersene conto.

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