Asp Cavalletti ai privati «Tuteliamo i dipendenti»
Carpineti, l’opposizione attacca il sindaco Borghi sul futuro della casa di riposo «Decisione presa senza coinvolgerci». La replica: «Iter corretto, posti al sicuro»
2 MINUTI DI LETTURA
CARPINETI. «L’Asp Don Cavalletti verrà completamente privatizzata? E che fine faranno i dipendenti?». Si torna a parlare del futuro dell’azienda di servizi alla persona con sede a Poiago di Carpineti, che gestisce una casa di riposo e il servizio di assistenza domiciliare in quattro Comuni appenninici, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti e Vetto. L’opposizione Pd carpinetana chiede chiarimenti all’amministrazione su uno studio per un modello di sostenibilità per l’Asp, la principale realtà di assistenza pubblica sul territorio alle prese da anni con problemi di bilancio.
«A quanto abbiamo appreso da diverse fonti, l’assemblea dei soci ha già nei fatti deciso di procedere in un percorso orientato alla totale privatizzazione della gestione dell’istituto su proposta del sindaco di Carpineti», affermano il capogruppo di minoranza consiliare Stefano Baldelli e il segretario Pd Dario Bottazzi. Da un lato lamentano l’assenza di condivisione: «La minoranza consigliare non è stata coinvolta in alcun modo. Il sindaco non ha sentito la necessità di avviare alcun tipo di discussione o di informarci dell’imminenza di una scelta così importante».
Dall’altro lato c’è preoccupazione per i lavoratori dell’Asp. A oggi i dipendenti diretti sono una ventina, a cui si aggiungono altre decine di persone che lavorano per una cooperativa di servizi. «Oltre al mantenimento della qualità dei servizi, crediamo sia necessario che il Comune si impegni a garantire i livelli occupazionali e i diritti acquisiti dai lavoratori», sottolineano Bottazzi e Baldelli, che poi chiedono un momento pubblico in cui l’amministrazione spieghi cosa «intende fare per salvaguardare servizio, ospiti e operatori».
«Lo studio al consulente è stato affidato non dall’amministrazione comunale ma da quella dell’Asp di concerto con l’assemblea dei sindaci», replica il sindaco Tiziano Borghi. La richiesta: «Studiare un nucleo unico del Don Cavalletti, da anni diviso in due gestioni: una privata e una pubblica», afferma. E aggiunge: «Ora questo studio sarà disponibile per tutti coloro che manifesteranno interesse, ma prima si è ritenuto corretto discuterlo nell’assemblea dei sindaci che ne è titolare, con i sindacati e con la Rsu aziendale». E il futuro dei lavoratori? «I sindacati e i lavoratori stessi, nell’incontro di questa settimana, non hanno manifestato nessun dubbio sul loro mantenimento, l’impegno non è garantito dal solo Comune di Carpineti, ma dall’assemblea dei sindaci di concerto con l’ufficio di piano, che si occupa anche del mantenimento della qualità dei servizi», rassicura Borghi. (adr.ar.)
«A quanto abbiamo appreso da diverse fonti, l’assemblea dei soci ha già nei fatti deciso di procedere in un percorso orientato alla totale privatizzazione della gestione dell’istituto su proposta del sindaco di Carpineti», affermano il capogruppo di minoranza consiliare Stefano Baldelli e il segretario Pd Dario Bottazzi. Da un lato lamentano l’assenza di condivisione: «La minoranza consigliare non è stata coinvolta in alcun modo. Il sindaco non ha sentito la necessità di avviare alcun tipo di discussione o di informarci dell’imminenza di una scelta così importante».
Dall’altro lato c’è preoccupazione per i lavoratori dell’Asp. A oggi i dipendenti diretti sono una ventina, a cui si aggiungono altre decine di persone che lavorano per una cooperativa di servizi. «Oltre al mantenimento della qualità dei servizi, crediamo sia necessario che il Comune si impegni a garantire i livelli occupazionali e i diritti acquisiti dai lavoratori», sottolineano Bottazzi e Baldelli, che poi chiedono un momento pubblico in cui l’amministrazione spieghi cosa «intende fare per salvaguardare servizio, ospiti e operatori».
«Lo studio al consulente è stato affidato non dall’amministrazione comunale ma da quella dell’Asp di concerto con l’assemblea dei sindaci», replica il sindaco Tiziano Borghi. La richiesta: «Studiare un nucleo unico del Don Cavalletti, da anni diviso in due gestioni: una privata e una pubblica», afferma. E aggiunge: «Ora questo studio sarà disponibile per tutti coloro che manifesteranno interesse, ma prima si è ritenuto corretto discuterlo nell’assemblea dei sindaci che ne è titolare, con i sindacati e con la Rsu aziendale». E il futuro dei lavoratori? «I sindacati e i lavoratori stessi, nell’incontro di questa settimana, non hanno manifestato nessun dubbio sul loro mantenimento, l’impegno non è garantito dal solo Comune di Carpineti, ma dall’assemblea dei sindaci di concerto con l’ufficio di piano, che si occupa anche del mantenimento della qualità dei servizi», rassicura Borghi. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
