La terra che trema come in un sisma e le fiamme nel buio
La notte di paura in via Geminiolo: l’allarme dei vicini poi vigili del fuoco al lavoro per ore tra fiamme e macerie
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BORETTO. Sono le 22.30 quando il silenzio in località San Rocco di Boretto viene squarciato da un forte boato. Chi non è uscito per andare in qualche sagra paesana o fuori del paese in vacanza, è in casa, magari sul divano, a guardare la tv al fresco dei propri condizionatori d’aria. I pochi rimasti guardano dalla finestra e scorgono che proprio sulla loro strada di via Geminiolo, al civico 32, ci sono strani bagliori. I vicini di casa si precipitano a vedere cosa è successo e si trovano davanti ad uno scenario orribile.
Da una finestra della casa di Millo Paolo Soliani, 91 anni, escono delle fiamme. È buio e le persone accorse sul posto, munite di torce elettriche, non si accorgono subito del portone aperto, delle suppellettili “sparate” in giardino dove vasi e arredi sono rovesciati. Solo all’alba ci si accorge che un pezzo di una finestra del piano superiore è in mezzo al campo di fronte all’abitazione.
L’allarme scatta subito dopo l’esplosione: sul posto arrivano squadre di vigili del fuoco da Reggio Emilia, Guastalla e dal distaccamento dei volontari di Luzzara. Arriva anche l’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa. Sul posto anche i carabinieri di Boretto e Gualtieri. È una corsa contro il tempo. Con grande rapidità i pompieri sciolgono le manichette attaccate alle autobotti: i getti d’acqua vincono le fiamme ma per l’anziano ex agricoltore non c’è nulla da fare.
È stato trovato riverso nei pressi della porta della cucina: il corpo, sulla base di una sommaria ispezione, non presentava gravi ustioni, salvo viso e torace dovuto alla vampata iniziale. Lo spostamento d’aria causato dall’esplosione l’ha sbattuto con violenza contro una parete. L’uomo per l’urto è morto sul colpo. Ai soccorritori e ai medici rianimatori non è rimasto altro che costatarne il decesso.
Millo Paolo Soliani, da tutti conosciuto come “Paolino” potrebbe aver sentito l’odore di gas ed essere andato in cucina a controllare senza pensare che toccando l’interruttore per accendere la luce avrebbe innescato la scintilla che ha causato l’esplosione fatale.
Cosa è successo? Come è avvenuta la fuga di gas? Eppure l’angolo cottura, come sostenuto dal figlio Giulio, era dotato da valvole di sicurezza. Le risposte a queste domande arriveranno dalle indagini disposte dalla magistratura.
I vigili del fuoco, spente le fiamme, hanno portato fuori dalla casa mobili e arredi ancora fumanti. Nella confusione non è stato notato subito un cane meticcio, di nome “Tupen”. Il cagnolino scodinzolava alle persone che aveva intorno, ignaro di quanto avvenuto al suo padroncino ma nel camminare zoppicava dalla zampa posteriore: forse è stato investito da qualche oggetto poco dopo l'esplosione.
La casa è stata giudicata inagibile. Tutta l’area è stata transennata e posta sotto sequestro. Mentre la salma di Millo Paolo Soliani è custodita nella camere mortuarie dell’ospedale di Guastalla. (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Da una finestra della casa di Millo Paolo Soliani, 91 anni, escono delle fiamme. È buio e le persone accorse sul posto, munite di torce elettriche, non si accorgono subito del portone aperto, delle suppellettili “sparate” in giardino dove vasi e arredi sono rovesciati. Solo all’alba ci si accorge che un pezzo di una finestra del piano superiore è in mezzo al campo di fronte all’abitazione.
L’allarme scatta subito dopo l’esplosione: sul posto arrivano squadre di vigili del fuoco da Reggio Emilia, Guastalla e dal distaccamento dei volontari di Luzzara. Arriva anche l’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa. Sul posto anche i carabinieri di Boretto e Gualtieri. È una corsa contro il tempo. Con grande rapidità i pompieri sciolgono le manichette attaccate alle autobotti: i getti d’acqua vincono le fiamme ma per l’anziano ex agricoltore non c’è nulla da fare.
È stato trovato riverso nei pressi della porta della cucina: il corpo, sulla base di una sommaria ispezione, non presentava gravi ustioni, salvo viso e torace dovuto alla vampata iniziale. Lo spostamento d’aria causato dall’esplosione l’ha sbattuto con violenza contro una parete. L’uomo per l’urto è morto sul colpo. Ai soccorritori e ai medici rianimatori non è rimasto altro che costatarne il decesso.
Millo Paolo Soliani, da tutti conosciuto come “Paolino” potrebbe aver sentito l’odore di gas ed essere andato in cucina a controllare senza pensare che toccando l’interruttore per accendere la luce avrebbe innescato la scintilla che ha causato l’esplosione fatale.
Cosa è successo? Come è avvenuta la fuga di gas? Eppure l’angolo cottura, come sostenuto dal figlio Giulio, era dotato da valvole di sicurezza. Le risposte a queste domande arriveranno dalle indagini disposte dalla magistratura.
I vigili del fuoco, spente le fiamme, hanno portato fuori dalla casa mobili e arredi ancora fumanti. Nella confusione non è stato notato subito un cane meticcio, di nome “Tupen”. Il cagnolino scodinzolava alle persone che aveva intorno, ignaro di quanto avvenuto al suo padroncino ma nel camminare zoppicava dalla zampa posteriore: forse è stato investito da qualche oggetto poco dopo l'esplosione.
La casa è stata giudicata inagibile. Tutta l’area è stata transennata e posta sotto sequestro. Mentre la salma di Millo Paolo Soliani è custodita nella camere mortuarie dell’ospedale di Guastalla. (m.p.)
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