PARCO DELLA PACE
Ricordata la strage di Marcinelle
Durante la cerimonia è stato reso omaggio ai caduti sul lavoro
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REGGIO EMILIA. Sabato pomeriggio, nel Parco della Pace (direzionale San Pellegrino in via Gandhi) si è svolta la cerimonia di commemorazione della tragedia di Marcinelle e insieme quella di omaggio ai caduti sul lavoro in Italia ed all’estero.
Ad intervenire sono stati in rappresentanza del Comune l'assessore a Bilancio, Patrimonio pubblico e partecipate Daniele Marchi, oltre alla presidente della Filef Reggio Emilia Laura Salsi, e di Elvira Meglioli, della segreteria Cgil Reggio Emilia.
La cerimonia di commemorazione è stata l'occasione per ricordare la tragedia dell’emigrazione italiana a Marcinelle – Le Bois Du Cazier (Belgio), avvenuta l’8 agosto 1956: a causa di un incendio propagatosi all'interno di una miniera di carbone, persero la vita 262 uomini di dodici diverse nazionalità. Gli italiani erano 136: fra questi vi erano anche diversi cittadini reggiani. L'incendio, scoppiato a causa di un errore umano, si diffuse rapidamente in tutto il giacimento di carbone.
Prima di quella tragedia, mai una miniera aveva pagato un simile tributo di vittime per l’estrazione di carbone dalle sue viscere.
Le conseguenze della catastrofe furono da un lato la fine dell’immigrazione italiana verso il Belgio e dall’altro una regolamentazione molto più severa in materia di sicurezza di lavoro.
Ad intervenire sono stati in rappresentanza del Comune l'assessore a Bilancio, Patrimonio pubblico e partecipate Daniele Marchi, oltre alla presidente della Filef Reggio Emilia Laura Salsi, e di Elvira Meglioli, della segreteria Cgil Reggio Emilia.
La cerimonia di commemorazione è stata l'occasione per ricordare la tragedia dell’emigrazione italiana a Marcinelle – Le Bois Du Cazier (Belgio), avvenuta l’8 agosto 1956: a causa di un incendio propagatosi all'interno di una miniera di carbone, persero la vita 262 uomini di dodici diverse nazionalità. Gli italiani erano 136: fra questi vi erano anche diversi cittadini reggiani. L'incendio, scoppiato a causa di un errore umano, si diffuse rapidamente in tutto il giacimento di carbone.
Prima di quella tragedia, mai una miniera aveva pagato un simile tributo di vittime per l’estrazione di carbone dalle sue viscere.
Le conseguenze della catastrofe furono da un lato la fine dell’immigrazione italiana verso il Belgio e dall’altro una regolamentazione molto più severa in materia di sicurezza di lavoro.
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