La progettazione naviga a vista
Caro Direttore,francamente non ho capito nulla dell' ennesimo pasticcio sulla viabilità in questa città.Posso solo dire che un paio di anni fa, avevo la macchina carica di scenografie teatrali ed...
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Caro Direttore,
francamente non ho capito nulla dell' ennesimo pasticcio sulla viabilità in questa città.
Posso solo dire che un paio di anni fa, avevo la macchina carica di scenografie teatrali ed assieme al regista della compagnia, muniti di tutti i permessi di questo mondo, ci siamo diretti in via Guidelli: al Teatro di San Prospero. Io la città la giro in bicicletta ed avventurarmi in auto , di sera nei meandri di sensi unici, più o meno cervellotici del centro storico mi dava l'impressione di aggirarmi all'interno del San Lazzaro.
Finita la rappresentazione, caricammo armi e bagagli ed intraprendemmo il viaggio di ritorno. La mia concezione era quella di arrivare in fondo a via Guidelli per poi svoltare a destra e percorrere tutta la via Emilia sino a San Pietro: la soluzione più rapida e meno inquinante.
Non l'avessi mai pensato!
Seguii il mio compagno di sventura attraverso una serie di tortuosi passaggi per il centro storico (il classico giro dell'oca), per poi ritrovarmi dalle parti della Gabella. Da quella sera la mia impressione è che la progettazione del traffico cittadino (con tutto il rispetto) navighi a vista.
Cordialmente
Giuliano Giuliani
francamente non ho capito nulla dell' ennesimo pasticcio sulla viabilità in questa città.
Posso solo dire che un paio di anni fa, avevo la macchina carica di scenografie teatrali ed assieme al regista della compagnia, muniti di tutti i permessi di questo mondo, ci siamo diretti in via Guidelli: al Teatro di San Prospero. Io la città la giro in bicicletta ed avventurarmi in auto , di sera nei meandri di sensi unici, più o meno cervellotici del centro storico mi dava l'impressione di aggirarmi all'interno del San Lazzaro.
Finita la rappresentazione, caricammo armi e bagagli ed intraprendemmo il viaggio di ritorno. La mia concezione era quella di arrivare in fondo a via Guidelli per poi svoltare a destra e percorrere tutta la via Emilia sino a San Pietro: la soluzione più rapida e meno inquinante.
Non l'avessi mai pensato!
Seguii il mio compagno di sventura attraverso una serie di tortuosi passaggi per il centro storico (il classico giro dell'oca), per poi ritrovarmi dalle parti della Gabella. Da quella sera la mia impressione è che la progettazione del traffico cittadino (con tutto il rispetto) navighi a vista.
Cordialmente
Giuliano Giuliani
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