Scandiano, Mammi sull'ospedale: «Il futuro si decide nel prossimo autunno»
Il sindaco risponde a una interrogazione del Pd sul rischio chiusura del punto nascite: «Nessuna decisione definitiva su ostetrici, ma è fondamentale un progetto generale per il presìdio»
SCANDIANO. «La cosa importante è definire il futuro del nostro ospedale, in generale. E si farà dall’autunno discutendo il nuovo Pal (il Piano attuativo locale della sanità reggiana)», sono le parole del sindaco di Scandiano. Alessio Mammi, rispondendo nell’ultimo consiglio comunale ad un’interrogazione della maggioranza Pd sulla questione del Punto nascite e, più in generale, sulle prospettive future dell’ospedale Magati.
«Non c’è ancora nessuna definitiva sul punto nascite – ha ribadito Mammi –. Nessuna decisione è stata presa, da nessun organismo competente. C’è solo la relazione della commissione regionale sui centri con meno di 500 parti annui, in base alla norma nazionale, norma contro cui pende al ministero della Salute la richiesta di deroga della Regione», ha ricordato Mammi.
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Le discussioni sul futuro dell’ospedale di Scandiano è entrata nel vivo nel giugno scorso, quando l’Ausl reggiana ha annunciato la chiusura programmata estiva a rotazione mensile dei punti nascite di Scandiano, Castelnovo Monti e Montecchio. Un provvedimento necessario per far fronte all’emergenza di personale ostetrico e pediatrico generalizzato e, nel caso di Montecchio, da alcune contingenze legate a problemi del personale già in essere. In quell’occasione si è parlato anche della programmazione futura della rete ospedaliera provinciale e si è evidenziato come i punti nascite sotto ai 500 parti all’anno non garantiscono gli standard di sicurezza richiesti.
In questo senso ora la palla è a Roma, al ministero: la Regione Emilia-Romagna ha deciso di presentare una richiesta di deroga al ministero della Salute e ora si attende la risposta. I punti nascita emiliani a rischio sono quello di Scandiano e quello dei tre ospedali di montagna di Reggio, Modena e Parma, Castelnovo Monti, Pavullo e Borgo Val di Taro.
La commissione regionale sul tema ha espresso un parere chiaro, peraltro già anticipato anche dai vertici dell’Ausl reggiana: il consiglio è la chiusura definitiva di quattro punti ostetricia sotto ai 500 nati, fra cui appunto Scandiano che nel 2016 si è fermato a 490 neonati.
Ma ora la questione passa sul piano politico e molto conterà la valutazione sull’importanza del punto nascite ospedaliero per i vari territori. Scandiano ha come punti contrari la vicinanza ad altre grandi strutture sanitarie (Reggio, Sassuolo e Baggiovara). A favore ha invece il fatto che rappresenta il fulcro di un distretto ricco e solido con oltre 85mila abitanti.
«Difficile aspettarsi grandi novità in questo mese di agosto, la questione tornerà centrale a settembre quando ripartiranno i lavori della conferenza territoriale socio-sanitaria chiamata a ragionare sul nuovo Pal», ha concluso Mammi.
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