Gazzetta di Reggio

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Fauna selvatica, denunciato il Comune di Casalgrande

di Adriano Arati
Fauna selvatica, denunciato il Comune di Casalgrande

Coldiretti contro una norma che impedisce agli agricoltori di richiedere rimborsi regionali. Il sindaco: «Siamo tranquilli»

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CASALGRANDE. Coldiretti contro il Comune di Casalgrande. L’associazione di categoria ha denunciato il Comune di Casalgrande perché, secondo quanto affermano, un regolamento disposto dall’amministrazione spesso impedirebbe di usufruire dei rimborsi regionali disposti per difendersi dalla fauna selvatica.

Il problema è complesso. Secondo la legge dell’Emilia-Romagna le aziende agricole sono tenute ad attivare diverse misure di prevenzione con cui allontanare gli animali selvatici dalle loro colture. Le tipologie sono diverse, un esempio è rappresentato dai piccoli cannoncini a gas usati per allontanare gli storni grazie al rumore delle loro detonazioni.

Per Coldiretti però a Casalgrande le imprese «sono costrette a non utilizzarle in nome di un assurdo regolamento comunale più volte definito dallo stesso sindaco frutto di una “svista”». In pratica «il regolamento comunale, unico per i 42 Comuni della provincia, impone una distanza di 200 metri tra il sistema di prevenzione e ogni fabbricato costringendo le aziende agricole a sommare le distanze per ogni lato e a non poter soddisfare le indicazioni».

Per evitare le multe da parte dei funzionari comunali diverse realtà non hanno attivato le misure di prevenzione. Secondo Coldiretti, questa scelta “forzata” le avrebbe però messe in difficoltà al momento di chiedere risarcimenti alla Regione: come requisito necessario per i rimborsi c’è l’aver installato gli strumenti dissuasori del caso. «Dopo aver investito sui sistemi di prevenzione per salvare il proprio raccolto, le aziende sono costrette a non utilizzarli dopo le regolari visite e verbali da parte dei vigili comunali», sostiene il direttore della Coldiretti reggiana Assuero Zampini.

Ora, la denuncia: «Dopo gli incontri con il sindaco e tante promesse ci siamo trovati costretti a procedere con una denuncia formale che allegheremo a tutte le domande di risarcimento per i danni da fauna selvatica che la Regione Emilia Romagna respingerà per mancata ottemperanza della prevenzione da parte delle aziende agricole richiedenti».

Per il sindaco casalgrandese Alberto Vaccari, però, la delibera e i suoi vincoli non hanno impatto a Casalgrande: «Il Comune è titolato per regolamentare l’uso dei dissuasori acustici per gli storni, e la delibera regionale a cui Zampini fa riferimento mi lascia tranquillo non essendo valida per il nostro territorio».

Dal punto di vista formale Vaccari si sente a posto, ma apre comunque al confronto: «Nonostante il mio ente sia pienamente legittimato nella sua azione, e non credo ci possano essere fondamenti in una eventuale richiesta di danni, condivido la necessità di un confronto per la revisione del regolamento vigente, frutto di scelte del passato che possono essere riviste – riflette –. La politica deve saper cogliere i mutamenti delle situazioni, del clima, dell’ambiente, e trovare la miglior soluzione per far convivere il diritto alla tranquillità dei cittadini con le necessità produttive di un settore importante come quello agricolo, per giunta d’eccellenza».

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