«Sbagliò chi progettò quel marciapiede»
di Leonardo Grilli
L’assessore Mirko Tutino sugli stalli della discordia: «Mi assumo la responsabilità ma è stata una scelta necessaria»
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REGGIO EMILIA. «Mi assumo la responsabilità di quegli stalli ma con i soldi a disposizione era la scelta migliore per garantire la sicurezza dei cittadini». Questa, in estrema sintesi, la replica dell’assessore alla Mobilità Mirko Tutino, l’uomo che con la sua firma ha dato il via libera ai 18 nuovi parcheggi della discordia in via Emilia San Pietro. Ma la questione davvero interessante che emerge dalle parole dell’esponente di Mdp è l’eterna lotta fra estetica e funzionalità, fra chi si concentra sul bello e chi invece pone l’utile in cima alle sue priorità. Una dialettica da sempre difficile rappresentata, in questo caso, dal largo marciapiede costruito in quel tratto di centro storico. Lo stesso su cui sono stati disegnate le nuove strisce bianche.
PROBLEMI DI SPAZIO. «Il marciapiede largo – spiega Tutino – è certamente simbolo di un centro storico più bello ma non certo più vivibile, e dal mio punto di vista non è una scelta coerente con i principi di tutela di quell’area. Quella bellezza, senza regole e rispetto delle dimensioni minime previste dalla legge, è rimasta infatti solo sulla carta. La situazione in realtà era caotica e pericolosa, e chiunque viva o lavori nella zona (me compreso) lo sa bene. Per questo è stato necessario correggere una progettazione che non aveva tenuto conto delle dimensioni adeguate per garantire la sicurezza, punto di partenza necessario per arrivare a una situazione regolare e ordinata».
SEGNALETICHE SBAGLIATE. Non si tratta di un semplice scaricabarile nei confronti di chi c’era prima, tecnica oratoria di cui la politica si riempie spesso la bocca, ma di un’accusa specifica verso quei dirigenti comunali – per altro gli stessi di oggi – che all’epoca diedero il via libera a quelle modifiche di via Emilia San Pietro. «La sosta abusiva – prosegue l’assessore, rincarando la dose – non veniva puntualmente sanzionata dal momento in cui quando venne rifatta la strada alcuni anni fa l’amministrazione in carica scelse di ridurre al minimo la segnaletica in centro storico, rendendo sostanzialmente annullabile qualsiasi sanzione. L’opera, per quanto pregevole, non era stata pensata per l’utilizzo che poi si è fatto di quella strada».
CAMBIO DI ROTTA. Nel frattempo però cambia la Giunta, cambia il modo di vedere le cose, e all’estetica subentra il pragmatismo tutiniano. «La decisione – continua l’Mdp – nasce da una valutazione del dirigente del servizio infrastrutture e del comandante della Polizia municipale. I due dirigenti mi hanno esposto la situazione e la possibile soluzione e io ho dato il via libera all’intervento. Me ne assumo la piena responsabilità ma è stata una scelta nata dalla volontà di riportare l’ordine in una situazione che da troppo tempo era governata dal caos. Sulla via Emilia, nel tratto di strada compreso tra via Boiardi e via San Girolamo, ci sono 15 stalli per i residenti e 2 per disabili, contrassegnati con borchie metalliche. Unitariamente all’esiguo numero di posti auto disponibili, la sosta abusiva ha reso impossibile garantire un ordine su quel tratto di strada, diventato un vero Far West».
SICUREZZA E MINIBÙ. La seconda motivazione riportata da Tutino riguarda poi la sicurezza delle persone: «In via Emilia San Pietro i minibù, incrociando altri veicoli, erano costretti a salire sul marciapiede nord, creando problemi alla circolazione e mettendo in pericolo i pedoni. A più riprese gli autisti dei mezzi hanno segnalato il problema, manifestando grande preoccupazione». Una circostanza provocata, secondo l’assessore, sempre dal largo marciapiede: «Nel caso in questione la strada deve avere carreggiate minime di 2,75 metri, oltre a due metri per la sosta e lo spazio per le strisce. Risultato: 7,80 metri. La via Emilia, nel tratto tra la Chiesa di San Pietro e via Roma, ha una larghezza media di 6 metri e pertanto, per poter ritracciare gli stalli nel rispetto del codice della strada e garantendo le condizioni minime di sicurezza, la soluzione attuata è l'unica che consente il mantenimento di un certo numero di posti auto per i residenti, il transito dei veicoli su due carreggiate e la possibilità per la Municipale di intervenire e sanzionare la sosta abusiva grazie a un’adeguata segnaletica».
SCELTA REVERSIBILE. Queste dunque le motivazioni che hanno portato l’assessore a dare il via libera ai 22 stalli di via Emilia e agli altri 14 in via Roma. Decisione che tuttavia, come si è visto nei giorni scorsi, ha provocato un’accesa discussione fra chi approva l’intervento e chi lo ritiene esteticamente inadeguato per il contesto del centro storico.
«La scelta – rassicura Tutino – è reversibile. L’eliminazione degli stalli costerebbe non più di 250 euro e non lascerebbe segni sulla pietra. Purtroppo i soldi per rimettere mano al marciapiede e adeguarlo al codice della strada riducendone le dimensioni (intervento che richiederebbe qualche zero in più) ad oggi non ci sono. Questa amministrazione ha messo al centro del suo operato l’ascolto delle esigenze dei cittadini e se la maggior parte di coloro che vivono uno spazio non apprezzano una scelta siamo pronti a chiedere ai tecnici altre soluzioni». Soluzioni che devono però tener conto di diverse necessità. In primo luogo la pretesa di molti residenti di non stravolgere i sensi di marcia, allungando di molto i percorsi per raggiungere la propria casa, conciliandola con la richiesta di non macchiare il marciapiede con gli stalli.
L’ALTERNATIVA. «Per i residenti proporremo alternative nello stesso quadrante – spiega quindi l’assessore – e in questo senso stiamo valutando una soluzione dell’ultima ora. Da settembre, una volta restituito alla gestione pubblica il parcheggio di via Samarotto, si potrebbe consentire la sosta gratuita per i residenti 24 ore su 24. Si tratta di 35-40 stalli, a poche decine di metri da via Emilia. A fine mese, quando le aziende saranno nuovamente operative, intendiamo riprendere queste valutazioni. Faremo una scelta di buonsenso, che tenga conto di questa fase di sperimentazione e vada incontro alle ragionevoli preoccupazioni sull’estetica, senza dimenticare le esigenze concrete di chi vive in centro storico».
PROBLEMI DI SPAZIO. «Il marciapiede largo – spiega Tutino – è certamente simbolo di un centro storico più bello ma non certo più vivibile, e dal mio punto di vista non è una scelta coerente con i principi di tutela di quell’area. Quella bellezza, senza regole e rispetto delle dimensioni minime previste dalla legge, è rimasta infatti solo sulla carta. La situazione in realtà era caotica e pericolosa, e chiunque viva o lavori nella zona (me compreso) lo sa bene. Per questo è stato necessario correggere una progettazione che non aveva tenuto conto delle dimensioni adeguate per garantire la sicurezza, punto di partenza necessario per arrivare a una situazione regolare e ordinata».
SEGNALETICHE SBAGLIATE. Non si tratta di un semplice scaricabarile nei confronti di chi c’era prima, tecnica oratoria di cui la politica si riempie spesso la bocca, ma di un’accusa specifica verso quei dirigenti comunali – per altro gli stessi di oggi – che all’epoca diedero il via libera a quelle modifiche di via Emilia San Pietro. «La sosta abusiva – prosegue l’assessore, rincarando la dose – non veniva puntualmente sanzionata dal momento in cui quando venne rifatta la strada alcuni anni fa l’amministrazione in carica scelse di ridurre al minimo la segnaletica in centro storico, rendendo sostanzialmente annullabile qualsiasi sanzione. L’opera, per quanto pregevole, non era stata pensata per l’utilizzo che poi si è fatto di quella strada».
CAMBIO DI ROTTA. Nel frattempo però cambia la Giunta, cambia il modo di vedere le cose, e all’estetica subentra il pragmatismo tutiniano. «La decisione – continua l’Mdp – nasce da una valutazione del dirigente del servizio infrastrutture e del comandante della Polizia municipale. I due dirigenti mi hanno esposto la situazione e la possibile soluzione e io ho dato il via libera all’intervento. Me ne assumo la piena responsabilità ma è stata una scelta nata dalla volontà di riportare l’ordine in una situazione che da troppo tempo era governata dal caos. Sulla via Emilia, nel tratto di strada compreso tra via Boiardi e via San Girolamo, ci sono 15 stalli per i residenti e 2 per disabili, contrassegnati con borchie metalliche. Unitariamente all’esiguo numero di posti auto disponibili, la sosta abusiva ha reso impossibile garantire un ordine su quel tratto di strada, diventato un vero Far West».
SICUREZZA E MINIBÙ. La seconda motivazione riportata da Tutino riguarda poi la sicurezza delle persone: «In via Emilia San Pietro i minibù, incrociando altri veicoli, erano costretti a salire sul marciapiede nord, creando problemi alla circolazione e mettendo in pericolo i pedoni. A più riprese gli autisti dei mezzi hanno segnalato il problema, manifestando grande preoccupazione». Una circostanza provocata, secondo l’assessore, sempre dal largo marciapiede: «Nel caso in questione la strada deve avere carreggiate minime di 2,75 metri, oltre a due metri per la sosta e lo spazio per le strisce. Risultato: 7,80 metri. La via Emilia, nel tratto tra la Chiesa di San Pietro e via Roma, ha una larghezza media di 6 metri e pertanto, per poter ritracciare gli stalli nel rispetto del codice della strada e garantendo le condizioni minime di sicurezza, la soluzione attuata è l'unica che consente il mantenimento di un certo numero di posti auto per i residenti, il transito dei veicoli su due carreggiate e la possibilità per la Municipale di intervenire e sanzionare la sosta abusiva grazie a un’adeguata segnaletica».
SCELTA REVERSIBILE. Queste dunque le motivazioni che hanno portato l’assessore a dare il via libera ai 22 stalli di via Emilia e agli altri 14 in via Roma. Decisione che tuttavia, come si è visto nei giorni scorsi, ha provocato un’accesa discussione fra chi approva l’intervento e chi lo ritiene esteticamente inadeguato per il contesto del centro storico.
«La scelta – rassicura Tutino – è reversibile. L’eliminazione degli stalli costerebbe non più di 250 euro e non lascerebbe segni sulla pietra. Purtroppo i soldi per rimettere mano al marciapiede e adeguarlo al codice della strada riducendone le dimensioni (intervento che richiederebbe qualche zero in più) ad oggi non ci sono. Questa amministrazione ha messo al centro del suo operato l’ascolto delle esigenze dei cittadini e se la maggior parte di coloro che vivono uno spazio non apprezzano una scelta siamo pronti a chiedere ai tecnici altre soluzioni». Soluzioni che devono però tener conto di diverse necessità. In primo luogo la pretesa di molti residenti di non stravolgere i sensi di marcia, allungando di molto i percorsi per raggiungere la propria casa, conciliandola con la richiesta di non macchiare il marciapiede con gli stalli.
L’ALTERNATIVA. «Per i residenti proporremo alternative nello stesso quadrante – spiega quindi l’assessore – e in questo senso stiamo valutando una soluzione dell’ultima ora. Da settembre, una volta restituito alla gestione pubblica il parcheggio di via Samarotto, si potrebbe consentire la sosta gratuita per i residenti 24 ore su 24. Si tratta di 35-40 stalli, a poche decine di metri da via Emilia. A fine mese, quando le aziende saranno nuovamente operative, intendiamo riprendere queste valutazioni. Faremo una scelta di buonsenso, che tenga conto di questa fase di sperimentazione e vada incontro alle ragionevoli preoccupazioni sull’estetica, senza dimenticare le esigenze concrete di chi vive in centro storico».
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