«Un colpo eclatante con diversi indizi»
Il colonnello Antonino Buda: «Volevano rubare più merce ma le difese passive del negozio ha fermato la banda»
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REGGIO EMILIA. «Si tratta certamente di un furto eclatante. Un modus operandi che non c’è nella storia recente di Reggio. Ma conosciamo organizzazioni che hanno già colpito così in altre province dell’Emilia e in altre località del nord. Il piano era ben strutturato ma abbiamo diversi elementi per indagare». Il colonnello dei carabinieri di Reggio Emilia, Antonino Buda, sta seguendo in prima persona il grave assalto che ha portato all’isolamento del quartiere dei Petali e al successivo furto. «Un colpo che però non è andato come speravano i ladri - dice Buda - il bottino è stato più esiguo rispetto a quanto speravano. Siamo convinti che i mezzi utilizzati per sbarrare le strade potevano essere usati poi per caricare molta più merce e molto più grande rispetto a quella portati via». A funzionare, in questo caso, «sono state le difese passive del Mediaworld - spiega il colonnello - Hanno tentato di sfondare ma la saracinesca ha tenuto e i piloni interni al magazzino hanno bloccato l’auto usata come ariete. Avrebbero potuto creare molti più danni. La refurtiva è difficile da rintracciare ma i ladri hanno comunque lasciato tracce dall’inizio della loro impresa alla fine».
Mentre la portata dell’azione criminale resta di elevato livello, la conclusione suona come una una beffa per il commando. La fase preparatoria è stata smorzata nei risultati da un’altra sorpresa: i ladri, infatti, sono dovuti entrare dalla piccola fessura aperta dalla Mercedes lanciata contro la saracinesca. Da lì potevano uscire solo piccoli oggetti. I telefoni, però, vengono riposti ogni sera in una camera blindata. Ecco allora che al commando non è restato che spaccare le vetrine in esposizione e svuotare i cassettini, come una qualunque ladro improvvisato. (e.l.t)
Mentre la portata dell’azione criminale resta di elevato livello, la conclusione suona come una una beffa per il commando. La fase preparatoria è stata smorzata nei risultati da un’altra sorpresa: i ladri, infatti, sono dovuti entrare dalla piccola fessura aperta dalla Mercedes lanciata contro la saracinesca. Da lì potevano uscire solo piccoli oggetti. I telefoni, però, vengono riposti ogni sera in una camera blindata. Ecco allora che al commando non è restato che spaccare le vetrine in esposizione e svuotare i cassettini, come una qualunque ladro improvvisato. (e.l.t)
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