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«Enza, mancano 10 milioni di metri cubi d’acqua»

«Enza, mancano 10 milioni di metri cubi d’acqua»

Canossa, il consorzio di Bonifica: «Stop ai prelievi a Cerezzola deciso dall’Arpae» Il consorzio attiva i pozzi per trovare una soluzioni temporanea all’emergenza

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CANOSSA. «Stop ai prelievi irrigui in Val d’Enza: la decisione non è nostra ma è stata presa dagli organi competenti, vale a dire Arpae e Regione». Così il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale replica alle lamentele degli agricoltori e della Cia, che dopo la sospensione dei prelievi irrigui dall’Enza avevano lanciato l’allarme: «Un altro anno così non lo possiamo reggere».

In contesti di crisi idrica come quello in Val d’Enza, «per fare chiarezza», il Consorzio di bonifica precisa la sua funzione: «In merito alle presunte responsabilità dell’Emilia Centrale, il Consorzio rimarca che il governo delle acque è di competenza della Regione e reso esecutivo da provvedimenti presi da Arpae. Gli enti che contribuiscono alla gestione della risorsa, come il Consorzio, sono sottoposti alle normative legislative dell’agenzia e non possono esimersi dall’attenersi a quanto comunicato. Il Consorzio non ha la possibilità in alcun modo di revocare il provvedimento Arpae».

A controprova, il Consorzio allega il documento ufficiale Arpae e snocciola i dati statistici di derivazione irrigua. «Rispetto ai 19 milioni di metri cubi derivati per finalità irrigue in media negli anni scorsi in prossimità della traversa di Cerezzola quest’anno, nel periodo 15 maggio-31 luglio, si sono derivati 7,7 milioni di metri cubi: è chiaro come manchino all’appello 10,7 milioni di metri cubi di risorsa idrica, che vanno a sommarsi alla mancanza strutturale di un comprensorio già di suo deficitario di acqua. Nel 2017 l’entità delle portate derivabili è scesa sotto i 2 metri cubi al secondo già a fine maggio, con un anticipo di oltre un mese rispetto al passato. La situazione ha continuato a precipitare fino alla fine di luglio, in cui non è più possibile effettuare il prelievo, in quanto la portata nel torrente uguale o è inferiore al minimo deflusso vitale».

Per affrontare l’emergenza, il Consorzio ha intrapreso alcune azioni: «Oltre all’organizzazione dei turni di irrigazione (come avviene anche negli altri anni), sono stati attivati dei pozzi consortili, che però sono posti molto più a valle e consentono di far fronte a situazioni localizzate. Altri pozzi che alimentano il canale della Spelta (quali i pozzi Borrasca, Ponte Enza, Sant’Ilario e Taneto, tutti in comune di Sant’Ilario), sono stati messi in esercizio».

Le azioni da attivare per sopperire all’attuale crisi, secondo il Consorzio, sono: «La deroga, per la quale i Consorzi Emilia Centrale e Parmense hanno attivato la richiesta, e la verifica dello stato dei bacini idroelettrici sull’alto bacino dell’Enza, di competenza dell’Enel». Altre azioni possono essere messe in campo in futuro, «come la realizzazione di bacini di accumulo, dall’effetto simile a quello di un pozzo».

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