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«Il cuore di Luca non era malato»

«Il cuore di Luca non era malato»

Casina, la famiglia Chiarabini: «Nessun problema di salute» La salma ancora alle Baleari: non si trova un aereo adatto

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CASINA. Le pratiche burocratiche sono state del tutto espletate: non sarà effettuata l’autopsia e quindi il viaggio di rientro della salma di Luca Chiarabini può essere imminente. Ma ancora non c’è una data certa: il 27enne morto per un improvviso e imprevedibile malore, dopo poche ore che era arrivato a Formentera in vacanza con la sua ragazza, potrebbe fare rientro in Italia sabato, ma non è assolutamente certo. Possibile che per l’individuazione del volo adatto per il trasporto sia necessario qualche giorno in più. Fino all’avvenuto rientro in Italia non saranno fissati i funerali. Intanto la comunità continua a stare vicina alla famiglia Chiarabini: il fratello maggiore di Luca, Fabio, che era subito partito per la Spagna, è rientrato a casa dopo aver disbrigato le pratiche necessarie.

Per quanto riguarda il malore che ha stroncato il giovane, sono invece infondate le voci che hanno circolato con insistenza in paese di un soffio al cuore diagnosticato al ragazzo in passato o anche che non avesse superato una visita medica per continuare a giocare a calcio. La stessa famiglia ha chiarito che mai in passato Luca avesse evidenziato il benché minimo problema cardiaco. «Ha sempre ottenuto l’idoneità sportiva e ha smesso di giocare a calcio solo perché si è trasferito», ha spiegato sempre il fratello Fabio.

Quanto avvenuto al giovane sarebbe dunque una morte improvvisa, un evento purtroppo non raro: causa tra i 50 e i 60.000 morti ogni anno, sette volte le vittime degli incidenti stradali.

Intanto c’è un testimone oculare che lancia pesanti accuse. Emanuele Alzati, medico anestesista con 17 anni di esperienza ora in servizio a Varese, era presente a Formentera e ha assistito agli ultimi attimi di vita del 27enne. E tramite Telereggio denuncia «gravi inadempienze» nelle operazioni di soccorso.

Mentre passeggiava, Alzati si è fermato a vedere cosa stesse succedendo: i sanitari erano già attorno a Luca e Alzati si è offerto di dare una mano, ma è stato respinto prima dal dottore e poi dalla polizia: «Il paziente è stato caricato senza che gli venisse praticato il massaggio cardiaco, che per protocollo non deve mai essere interrotto; a quanto ho visto io, non gli sono stati somministrati farmaci».

Alzati ha denunciato il fatto scrivendo a un giornale locale, al direttore dell’emergenza 061, al presidente del consiglio di Formentera: per ora nessuna risposta. Per telefono si rivolge ai familiari di Luca: «Consiglio alla famiglia di far eseguire l’autopsia, anche se non riporterà in vita il ragazzo».(l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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