Iren Rinnovabili in rosso nel 2016 ha perso 2 milioni
Svalutata per 1,5 milioni società dell’ex core business legato al fotovoltaico Più peso sugli investimenti in iniziative di interesse pubblico come Stu Reggiane
REGGIO EMILIA Meno fotovoltaico e più immobiliare. È questa la seconda vita di Iren Rinnovabili, che ha dovuto archiviare però il bilancio 2016 con una perdita secca di 2 milioni di euro. Dopo aver galleggiato per lungo tempo sopra lo zero, la società-crocevia degli affari tra politica e cooperative va in rosso.
Qualche intoppo nel microcosmo quasi perfetto nel quale sono condensati ormai i destini, affari e tanti interessi istituzionali dell’ala reggiana presente nella multiutility quotata Iren - che detiene il 70% di Rinnovabili tramite Iren Ambiente - e della cooperazione tramite il Ccpl, che controlla il 30% di Rinnovabili. A pesare sui conti di quest’ultima è la svalutazione per 1,5 milioni di euro di Greensource spa, società di consulenza controllata al 100% e chi si occupa di progettazione di impianti per energie rinnovabili che, a naso, dovrebbe essere il core business di Iren Rinnovabili.
La perdita da 2 milioni ha eroso il patrimonio netto che scivola sotto i 20 milioni di euro ma resta consistente come del resto l’esposizione debitoria, pari a 18 milioni di euro (+ 5 milioni sul 2015) e di cui 5 milioni assicurati dal 2012 dalla capogruppo Iren, nella quale sono da poco cambiati gli assetti con il Pd finito in minoranza dopo la recente sterzata a destra anche dei comuni azionisti di Genova e Piacenza, seguiti ai cambi di Parma e Torino. Come detto le energie rinnovabili sono solo un ramo di interesse dell’azienda. Nel 2012, infatti, la cooperazione ha messo mani e piedi nella società mentre il settore fotovoltaico perdeva terreno.
Gli investimenti sono stati diretti verso iniziative di interesse pubblico su Reggio, cambiando la natura della spa, molto esposta e che deve sperare in rientri per non sbilanciare i conti. Si va dalle sponsorizzazioni in città fino al maxi intervento di riqualificazione urbana che interessa i capannoni 17 e 18 delle storiche Officine Reggiane: appalti del valore di circa 30 milioni di cui 8 in capo alla società Stu Reggiane formata da Comune di Reggio Emilia e Iren rinnovabili. Nel cda di quest’ultima c’è in pratica il potere costituito di Reggio: presidente è il professor Ettore Rocchi (area Delrio), vice presidente di Iren spa, mentre consiglieri sono Roberto Olivi (capo del colosso Coopservice), Cesare Imbriani (affilato manager del Ccpl e uomo vicino a Lino Versace), Federico Parmeggiani (figlio dell’ex assessore Ds Gina Pedroni) astro ascendente a metà via tra coop e politica.
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