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«Non abbiamo forze e risorse Aggiungiamo poveri a poveri»

VIANO. «Le parole della sindaca di Codigoro le leggo come un tentativo di mettere visibilità su un problema che tanti sindaci hanno, la situazione ormai è difficile da gestire». Il sindaco di Viano,...

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VIANO. «Le parole della sindaca di Codigoro le leggo come un tentativo di mettere visibilità su un problema che tanti sindaci hanno, la situazione ormai è difficile da gestire». Il sindaco di Viano, Giorgio Bedeschi, capisce la collega ferrarese. «Qui si parla di gestire persone. Noi non abbiamo carabinieri, forestale, vigili né cantonieri. Come possiamo a Viano accogliere e gestire con efficacia delle persone? Non possiamo e non accoglieremo nessuno. Su questo io sono stato molto chiaro anche con le cooperative che mi sono venute a parlare per discutere dell’arrivo di profughi nel nostro territorio».

Per Bedeschi «non è questione di razzismo e di altri concetti aberranti, ma di gestire il proprio territorio nel migliore dei modi, fin dove si può. La sindaca di Codigoro ha provato a lanciare un segnale, immagino che poi essendo lei eletta col Pd questo abbia generato più polemiche. Ma l’accoglienza diffusa è nascondere il problema, si aggiungono poveri ai poveri».

Il nodo è più vasto: «dobbiamo capire cosa è l’Europa. Se è l’Europa delle nazioni, ci sarà un futuro, e io in quello credo. Altrimenti si finirà per dare spazio a movimenti xenofobi, a contrapposizioni fra chi non vuole migranti e chi si dà da fare per accoglierli. La gente oggi è spaventata, e questo non è un giudizio, è un dato di fatto. C’è paura, ci sono quattro milioni di persone senza lavoro, non è una realtà facile».

Per quanto riguarda Viano, il problema della gestione esiste: «Non abbiamo posti e personale. Lo dirò al prefetto. Per me l’accoglienza è unita alla dignità: adesso non abbiamo lavoro da offrire, non possiamo garantire sicurezza. Non è un problema delle persone che potrebbero arrivare, il problema è alla base». Bedeschi avrebbe anche un progetto: «Sto lavorando su un progetto, ho ricevuto un console del Burkina Faso, per creare un luogo dove ospitare delle persone e dare loro un percorso lavorativo. Mi piacerebbe portarlo avanti, non esiste però che qualcuno mi obblighi perché qualcun altro mette a disposizione un appartamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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