Accoglienza, via al piano per 55 richiedenti asilo
di Mauro Pinotti
Cadelbosco, accordo tra Comune e associazioni per l’integrazione dei profughi Partono i progetti per la cura del verde, le attività sportive e le feste paesane
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CADELBOSCO SOPRA. Al momento sono sei le associazioni del territorio che stanno collaborando con l'amministrazione comunale e la Dimora d'Abramo nel costruire progetti di inserimento sociale per i richiedenti asilo presenti sul territorio. Sono oltre 15 i ragazzi, gli uomini e le donne, che le associazioni hanno previsto di accogliere e coinvolgere con grande senso di solidarietà umana e responsabilità. Altre associazioni si sono rese disponibili e si stanno studiando congiuntamente le azioni.
I progetti, condivisi con le associazioni e seguiti personalmente dall'assessore ai diritti e welfare Giuliana Esposito, riguarderanno la cura del paese, le attività sportive, la collaborazione nelle attività dei circoli e nell'organizzazione di feste paesane.
Il sindaco Tellini: «Di fronte a un primo istintivo malcontento all’arrivo dei richiedenti asilo, la comunità cadelboschese ha saputo reagire e dimostrare quello spirito di accoglienza e apertura che da sempre la contraddistingue e che mi rende orgogliosa di poter rappresentare questa comunità». E l'assessore Giuliana Esposito ha aggiunto: «Continueremo a seguire ed ampliare i progetti di integrazione e partecipazione dell'associazionismo locale così come la nostra attenzione continua a essere alta nei confronti di tutte le situazioni di fragilità e bisogno di persone e famiglie che si trovano sul nostro territorio».
Sono in tutto 55 i profughi arrivati a Cadelbosco Sopra: 36 ragazzi sono stati ospitati nelle ex scuole elementari di Villa Argine e ci resteranno fino alla fine di settembre. Gli altri 19, tra cui famiglie e un bimbo nato da poco su suolo italiano, sono stati ospitati in micro appartamenti messi a disposizione da privati. Provengono tutti da Paesi dell'Africa centrale.
Quando a fine giugno, a fronte di nuovi sbarchi, la Prefettura di Reggio Emilia ha chiesto al Comune di Cadelbosco la disponibilità ad ospitare una trentina di migranti, l'unica soluzione che era stata individuata era la riapertura delle ex scuole elementari nella frazione di Villa Argine. Il loro arrivo è stato preceduto dalla distribuzione di un volantino informativo nelle case della frazione.
Si tratta comunque di una soluzione provvisoria che era stata dettata dall’emergenza. I 36 ragazzi verranno poi sistemati in appartamenti che via via verranno reperiti e resi abitabili dai privati. Anche in questo caso, l'opera di mediazione svolta dall'amministrazione comunale non è facile viste le resistenze iniziali all'arrivo dei primi migranti ma poi le cose sono leggermente migliorate.
«Rispondendo a valori etici imprescindibili e condivisi, nell’intento di attivare un’accoglienza costruttiva e fruttuosa fatta di comprensione e conoscenza dei doveri, delle regole e dei privilegi che comporta l’ospitalità offerta da questa comunità – ha concluso il sindaco Tellini – ci siamo adoperati nella ricerca di programmi mirati di civile convivenza. La risposta della nostra comunità non si è fatta attendere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I progetti, condivisi con le associazioni e seguiti personalmente dall'assessore ai diritti e welfare Giuliana Esposito, riguarderanno la cura del paese, le attività sportive, la collaborazione nelle attività dei circoli e nell'organizzazione di feste paesane.
Il sindaco Tellini: «Di fronte a un primo istintivo malcontento all’arrivo dei richiedenti asilo, la comunità cadelboschese ha saputo reagire e dimostrare quello spirito di accoglienza e apertura che da sempre la contraddistingue e che mi rende orgogliosa di poter rappresentare questa comunità». E l'assessore Giuliana Esposito ha aggiunto: «Continueremo a seguire ed ampliare i progetti di integrazione e partecipazione dell'associazionismo locale così come la nostra attenzione continua a essere alta nei confronti di tutte le situazioni di fragilità e bisogno di persone e famiglie che si trovano sul nostro territorio».
Sono in tutto 55 i profughi arrivati a Cadelbosco Sopra: 36 ragazzi sono stati ospitati nelle ex scuole elementari di Villa Argine e ci resteranno fino alla fine di settembre. Gli altri 19, tra cui famiglie e un bimbo nato da poco su suolo italiano, sono stati ospitati in micro appartamenti messi a disposizione da privati. Provengono tutti da Paesi dell'Africa centrale.
Quando a fine giugno, a fronte di nuovi sbarchi, la Prefettura di Reggio Emilia ha chiesto al Comune di Cadelbosco la disponibilità ad ospitare una trentina di migranti, l'unica soluzione che era stata individuata era la riapertura delle ex scuole elementari nella frazione di Villa Argine. Il loro arrivo è stato preceduto dalla distribuzione di un volantino informativo nelle case della frazione.
Si tratta comunque di una soluzione provvisoria che era stata dettata dall’emergenza. I 36 ragazzi verranno poi sistemati in appartamenti che via via verranno reperiti e resi abitabili dai privati. Anche in questo caso, l'opera di mediazione svolta dall'amministrazione comunale non è facile viste le resistenze iniziali all'arrivo dei primi migranti ma poi le cose sono leggermente migliorate.
«Rispondendo a valori etici imprescindibili e condivisi, nell’intento di attivare un’accoglienza costruttiva e fruttuosa fatta di comprensione e conoscenza dei doveri, delle regole e dei privilegi che comporta l’ospitalità offerta da questa comunità – ha concluso il sindaco Tellini – ci siamo adoperati nella ricerca di programmi mirati di civile convivenza. La risposta della nostra comunità non si è fatta attendere».
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