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Amianto in 200 case Parte il progetto per la rimozione

POVIGLIO. Duecento lettere spedite ad altrettanti povigliesi, per sollecitarli a rimuovere l’amianto. È il risultato della mappatura con droni, effettuata la scorsa primavera in tutto il territorio...

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POVIGLIO. Duecento lettere spedite ad altrettanti povigliesi, per sollecitarli a rimuovere l’amianto. È il risultato della mappatura con droni, effettuata la scorsa primavera in tutto il territorio dell’Unione Bassa reggiana tramite un’apposita convenzione tra sindaci e Sabar, per censire la presenza di cemento amianto nelle aree private.

Una volta ottenuti i risultati della rilevazione aerea, le amministrazioni hanno incrociato i dati dei rilievi con quelli delle proprietà accatastate. In un secondo tempo, i siti sono stati scaglionati in tre ordini di grandezza, a seconda dei quantitativi di amianto rilevati. Ora il Comune di Poviglio è partito con il primo scaglione (il quantitativo più ridotto, sotto i 30 metri quadrati) e ha inviato a domicilio 200 lettere, avvisando i privati della necessità di provvedere alla rimozione delle superfici incriminate.

«Abbiamo aperto una prima interlocuzione – spiega il sindaco di Poviglio Giammaria Manghi –. Nel programma di mandato ci eravamo assunti l’onere di effettuare il censimento e ad avviare le operazioni di smaltimento e bonifica. Si tratta di un’azione virtuosa e coerente rispetto agli impegni presi. Poi è chiaro che il singolo cittadino può dichiarare, assumendosene la responsabilità, di aver già reso inoffensivo l’amianto: in tal caso basterà presentare in municipio la certificazione, attesterà che il sito è controllato. Il problema dell’amianto, spesso posizionato anni addietro, è che resta lì e nessuno se ne occupa».

In questo primo dialogo Sabar svolge un’importante azione di supporto. «Chi vuole provvedere a disfarsi dell’amianto a prezzi modici può acquistare, nelle 12 ferramenta convenzionate, un kit “fai-da-te” del costo di 120 euro – prosegue Manghi –. In tal caso il cittadino può rebdere inerte e rimuovere l’eternit da solo. Basterà poi una telefonata e Sabar arriverà a domicilio, provvedendo a prenderlo in consegna e a smaltirlo. Cinquanta povigliesi hanno già intrapreso questa strada». (am.p.)

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