Gazzetta di Reggio

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Chiuso il bar del sesso a pagamento

di Luca Tondelli
Chiuso il bar del sesso a pagamento

Nel locale di Felina una taverna con letti per ospitare clienti e amiche della titolare indagata anche per tentata estorsione

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CASTELNOVO MONTI. Circolava da un po’ di tempo qualche chiacchiera in paese su strani “giri” attorno al bar nel centro di Felina, in via Kennedy, che era frequentato da diverse avvenenti ragazze, spesso di origine straniera.

Una frequentazione che si adattava al nome del locale, il Fashion Café, ma che nel paese appenninico non poteva passare inosservata e non suscitare curiosità. Ieri quelle chiacchiere hanno trovato un riscontro andato anche oltre quelle che erano le dicerie, visto che i carabinieri della compagnia locale hanno apposto i sigilli al locale e imposto il divieto di dimora nel comune di Castelnovo alla titolare.

Secondo l’accusa, incrementava il giro di clienti e il volume di affari del bar favorendo la prostituzione di più donne, organizzando incontri particolari in ambienti secondari del locale fra donne e uomini che si premurava di contattare personalmente. In pratica, il locale fungeva da punto di incontro tra i clienti e amiche della barista la quale, anche se non partecipava direttamente ai guadagni derivanti dalle prestazioni sessuali a pagamento, aveva un ritorno economico consistente per l’aumento delle consumazioni.

I carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento di natura cautelare, appunto il divieto di dimora nel comune di Castelnovo, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura, concorde con gli esiti investigativi degli operanti, a carico della barista, una 50enne residente a Toano, indagata per il reato di favoreggiamento della prostituzione. Il locale, inoltre, è stato contestualmente sottoposto a sequestro preventivo. La tentata estorsione è stata contestata in quanto, dopo aver convinto un cliente a darle del danaro per le proprie spese, promettendogli che avrebbe interceduto con la ragazza affinché avesse una relazione con lui, dapprima minacciando di fargli rompere le gambe e successivamente sottraendogli la carta d’identità, gli ha più volte richiesto la consegna di altri 2mila euro.

Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo sono iniziate nel giugno scorso, a seguito della segnalazione di un frequentatore del bar che aveva raccontato di essere vittima di un tentativo di estorsione da parte della barista, a cui aveva già consegnato somme di denaro per l’intercessione con la sua dipendente. Tuttavia poi erano arrivate le richieste di altri soldi accompagnate da minacce. Le indagini dei carabinieri sono state supportate anche da attività tecniche e hanno portato la Procura reggiana a richiedere e ottenere dal Gip il provvedimento cautelare del divieto di dimora a carico della barista e il sequestro preventivo del bar. Da registrare, pur non essendo allo stato emerso che nel bar si consumassero prestazioni sessuali, che nel corso di una perquisizione eseguita nel locale dai carabinieri durante le indagini, al piano interrato è stata trovata una “taverna” attrezzata con tre letti, dei quali uno matrimoniale, dove i carabinieri hanno trovato anche appunti manoscritti che riportavano importi di denaro associati a nomi tra i quali quelli di clienti del bar e di donne emerse dall’indagine.

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