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«Il ministro Poletti beffa ex lavoratori Cemental»

«Il ministro Poletti beffa ex lavoratori Cemental»

Correggio, in vigore il prepensionamento immediato per tutti i malati d’amianto Nanetti: «Era ora, lo chiedevamo da 27 anni. Atto dovuto fuori tempo massimo»

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CORREGGIO. «Il prepensionamento immediato per i lavoratori esposti all’amianto? Era ora, ma è un contentino che arriva fuori tempo massimo». Così Andrea Nanetti, ex consigliere di Forza Italia impegnato nell’associazione esposti amianto di Correggio, commenta la pubblicazione, il 18 luglio scorso sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto firmato dal ministro Giuliano Poletti.

Una iniziativa del Ministro del Lavoro che l’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) accoglie «con esultanza», poiché «finalmente rende operativo il prepensionamento per i lavoratori malati da amianto (mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale, del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi), riconosciuti dall’Inail quale causa di servizio, senza limiti di anzianità contributiva ed anagrafica, alla sola condizione di un’anzianità contributiva di 5 anni, di cui 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda», spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona. Per quest’anno le domande di pensione di inabilità vanno depositate entro il 16 settembre, mentre a partire dal 2018 la domanda dovrà essere presentata entro il 31 marzo di ogni anno.

Meno soddisfatto Nanetti, che ha sempre seguito il caso Cemental di Correggio, per il quale è in corso il processo a carico dell’ex titolare Franco Ponti, accusato di omicidio colposo e lesioni gravissime. La prossima udienza si terrà il 25 settembre prossimo.

Nanetti parla di «un atto dovuto: sicuramente positivo, poiché questo è un diritto per il quale tutte le associazioni, a partire da Afeva-Cgil, si battono da decenni».

E spiega: «Questo decreto rende attuativa una vecchia promessa che risale addirittura a 27 anni fa, al 1992, quando è stata varata la legge che vietava la lavorazione dell’amianto in Italia. La normativa prevedeva anche il prepensionamento per i lavoratori del settore, perché è evidente che chi è stato a contatto con queste sostanze ha una previsione di vita inferiore».

Quest’ultimo aspetto però è rimasto sulla carta, in assenza di un ulteriore passaggio legislativo. Nel frattempo, in questi anni, una pensione di invalidità è stata prevista, ma «solo per i malati di asbestosi e mesotelioma, non per le altre malattie e per tumori come il carcinoma al polmone, che possono avere altre cause oltre all’amianto – spiega Nanetti –. È ovvio che se hai contratto asbestosi o mesotelioma sei moribondo: la tua aspettativa di vita andrà dagli 8 mesi ad un anno e la pensione si attiva dopo almeno tre mesi. L’ho visto con mio padre: non ha certo avuto il tempo di godersi quella lauta pensione, l’ha percepita per tre mesi».

Quanti lavoratori ex Cemental potrebbero essere interessati da questa possibilità? «Difficile fare una stima. Presumo pochissimi. La Cemental ha avuto l’apice di produzione tra gli anni ’60 e ’70, quando contava 552 dipendenti: ma sono passati 40 anni e le persone ancora nel mondo del lavoro si conteranno sulle dita. In più alla Cemental, dall’80 fino alla chiusura nell’89, la stragrande maggioranza di lavoratori erano asiatici e vietnamiti; gente che non aveva gli strumenti per farsi valere legalmente, non si sa nemmeno che fine abbiano fatto. Per questi poveracci di certo è troppo tardi».

Ambra Prati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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