L’incendio assedia la linea ferroviaria
di Ambra Prati
Cinque mezzi dei pompieri impegnati per ore. Tratto di strada chiusa dalla municipale. Distrutti una baracca e un casolare
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GATTATICO. Un incendio enorme, che ha lambito la linea ferroviaria tra Sant’Ilario e Parma, ha spaventato ieri i residenti di Praticello di Gattatico.
Alle 12.30 il centralino del 115 è stato tempestato da diverse telefonate, da parte di abitanti che segnalavano delle sterpaglie a fuoco in via Don Minzoni. La strada costeggia la ferrovia e, oltrepassando il circolo Arci Fuori Orario, si inoltre in mezzo alla campagna per poi entrare nell’abitato: il focolaio principale era all’altezza del civico 84.
Non è stato l’unico rogo. Ben presto si sono sviluppati diversi focolai critici. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate lunghe e difficoltose poiché le fiamme si sono diffuse con rapidità, alimentate dalle folate di vento atipiche, che soffiavano senza tregua, e dal tipo di materiale andato a fuoco che ha provocato alte colonne di fumo nero.
Tanto che sul posto i pompieri sono accorsi con ben cinque mezzi (due da Sant’Ilario, uno da Reggio e due da Guastalla) e circa dodici uomini, ai quali si sono aggiunti in supporto due fuoristrada dei volontari di Protezione civile “Il Campanone” di Scandiano.
Ad essere distrutte dal fuoco sono state una piccola e vecchia baracca, con tetto probabilmente in amianto (un frammento è stato consegnato all’Ausl per la verifica), adibita a ricovero attrezzi e situata all’interno di un’area recintata. Semidistrutta anche un’altra costruzione, a distanza di circa dieci metri dal recinto della prima: un casolare disabitato, un tempo utilizzato dalle ferrovie, che conteneva una bombola, un box auto in lamiera, una copertura con travetti in legno e vari rifiuti nelle vicinanze, quali bidoni e fusti di plastica sciolti dal calore.
A fare prevenzione è intervenuta anche la polizia municipale Val d’Enza, che ha chiuso al transito un tratto di via Don Minzoni perché la strada era stretta, la visibilità ridotta quasi a zero a causa del fumo e soprattutto per consentire alle autobotti di fare la spola avanti e indietro per rifornirsi d’acqua. L’intervento complesso, che ha attirato la curiosità dei passanti, è andato avanti per quasi cinque ore: solo alle 17 le squadre dei pompieri hanno potuto far rientro ai rispettivi comandi. Il bilancio stimato è di 1.500 metri quadrati di sterpaglie e arbusti andati in fumo, con ampie porzioni del terreno annerite.
Nonostante l’incendio abbia lambito le rotaie, per fortuna non ci sono state conseguenze per la viabilità ferroviaria, “protetta” dalla massicciata che sale per circa un metro rispetto al terreno. Sono intervenuti i tecnici delle Fs per valutare i danni, ma non è stato necessario chiudere la linea.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alle 12.30 il centralino del 115 è stato tempestato da diverse telefonate, da parte di abitanti che segnalavano delle sterpaglie a fuoco in via Don Minzoni. La strada costeggia la ferrovia e, oltrepassando il circolo Arci Fuori Orario, si inoltre in mezzo alla campagna per poi entrare nell’abitato: il focolaio principale era all’altezza del civico 84.
Non è stato l’unico rogo. Ben presto si sono sviluppati diversi focolai critici. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate lunghe e difficoltose poiché le fiamme si sono diffuse con rapidità, alimentate dalle folate di vento atipiche, che soffiavano senza tregua, e dal tipo di materiale andato a fuoco che ha provocato alte colonne di fumo nero.
Tanto che sul posto i pompieri sono accorsi con ben cinque mezzi (due da Sant’Ilario, uno da Reggio e due da Guastalla) e circa dodici uomini, ai quali si sono aggiunti in supporto due fuoristrada dei volontari di Protezione civile “Il Campanone” di Scandiano.
Ad essere distrutte dal fuoco sono state una piccola e vecchia baracca, con tetto probabilmente in amianto (un frammento è stato consegnato all’Ausl per la verifica), adibita a ricovero attrezzi e situata all’interno di un’area recintata. Semidistrutta anche un’altra costruzione, a distanza di circa dieci metri dal recinto della prima: un casolare disabitato, un tempo utilizzato dalle ferrovie, che conteneva una bombola, un box auto in lamiera, una copertura con travetti in legno e vari rifiuti nelle vicinanze, quali bidoni e fusti di plastica sciolti dal calore.
A fare prevenzione è intervenuta anche la polizia municipale Val d’Enza, che ha chiuso al transito un tratto di via Don Minzoni perché la strada era stretta, la visibilità ridotta quasi a zero a causa del fumo e soprattutto per consentire alle autobotti di fare la spola avanti e indietro per rifornirsi d’acqua. L’intervento complesso, che ha attirato la curiosità dei passanti, è andato avanti per quasi cinque ore: solo alle 17 le squadre dei pompieri hanno potuto far rientro ai rispettivi comandi. Il bilancio stimato è di 1.500 metri quadrati di sterpaglie e arbusti andati in fumo, con ampie porzioni del terreno annerite.
Nonostante l’incendio abbia lambito le rotaie, per fortuna non ci sono state conseguenze per la viabilità ferroviaria, “protetta” dalla massicciata che sale per circa un metro rispetto al terreno. Sono intervenuti i tecnici delle Fs per valutare i danni, ma non è stato necessario chiudere la linea.
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