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Stupefacenti, arrestati due cugini

Stupefacenti, arrestati due cugini

Sono finiti rispettivamente nelle operazioni “Exit” e “Boss” della squadra mobile

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REGGIO EMILIA. È stato catturato, a Viareggio, Radhouane Mathlouthi, ricercato da giugno perché destintario di custodia cautelare in carcere emessa, nell’ambito dell’operazione Exit, dal G.I.P. di Reggio Emilia.

Sull’arrestato tunisino, chiamato “Karim” dagli acquirenti, gravano pesanti indizi relativi al traffico di stupefacenti, specificatamente cocaina. L’uomo operava, per lo più, tra le ex Reggiane ed il centro storico della città. Nel corso dell’operazione era stato tratto in arresto, in flagranza di reato, nel gennaio 2015, per avere ceduto dosi di cocaina in via Roma. Alla emissione degli ordini di cattura Mathlouthi non era stato rintracciato ed è stato catturato, invece, nei giorni scorsi a Viareggio.

Con quest’arresto si è quasi completata l’operazione denominata Exit coordinata dal pm Giacomo Forte. Tra i destinatari di misura restrittiva, infatti, rimane un unico soggetto ancora ricercato; si tratta di Noureddine Semmah detto “Fessi”, 27 anni, che, però, si trova in Marocco, suo paese di origine, ove, nel corso dell’attività investigativa, era stato espulso con accompagnamento coatto alla frontiera. Nei giorni scorsi la squadra mobile ha proceduto, anche, a notificare un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal tribunale della libertà di Bologna a carico del 31enne Yassine Mathlouthi detto “Lajil”. L’arrestato è stato rintracciato in carcere ove si trovava già ristretto poiché destinatario, come il cugino Radhouane, della custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito della citata operazione “Exit”. A Yassine è stata notificata questa nuova ordinanza in relazione ad episodi di traffico di sostanza stupefacente commessi in Reggio sin dall’estate del 2015 ed accertati dalla Mobile nel corso dell’operazione “Boss”.

Un doppio arresto, quindi, che “rispolvera” altrettante operazioni antidroga messe a segno dalla polizia. Nel caso di “Exit” era emersa una sorta di cooperativa dei trafficanti di droga che agiva senza un vertice vero e proprio, contando numerosi “soci”. L’ultimo atto di un’indagine iniziata nel dicembre 2014, grazie ad alcune segnalazioni di cittadini. Prima del blitz erano già state catturate altre 33 persone. Nel corso dell’operazione, complessivamente sono stati intercettati quasi tre quintali di droga, soprattutto hascisc, ma anche cocaina ed eroina. Le persone arrestate sono quasi tutte nordafricane, più alcune italiane, spagnole e albanesi.

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