«Ciao piccolo-grande papà Grazie per il bene fatto»
di Mauro Pinotti
Alla Pieve di Saliceto l’addio a Millo Paolo Soliani, morto nello scoppio di Boretto Il ricordo dei figli e l’abbraccio degli amici. Anche il cane Tupen vicino alla bara
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GUALTIERI (Pieve). C'era anche il cagnolino “Tupen”, ieri mattina al funerale di Millo Paolo Soliani, il 91enne pensionato, ex agricoltore, morto nell'esplosione della sua abitazione di via Geminiolo 32, in località San Rocco di Boretto, venerdì 4 scorso.
Ad accompagnare in chiesa la bara di “Paolino” come lo chiamavano tutti, c'erano i figli e i nipoti. Tre i sacerdoti che hanno concelebrato la messa: don Paolo Cattari, parroco di Gualtieri, don Alberto Nicelli parroco di Guastalla e vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla e don Luigi Mandelli, parroco di Boretto.
In tanti, ieri mattina, hanno voluto dare l'estremo saluto a Millo Paolo Soliani. La sua improvvisa scomparsa e il modo in cui ha dovuto lasciare la vita terrena ha sconvolto tutti gli amici e le persone che gli hanno voluto bene. Millo era un uomo sempre impegnato nel lavoro nei campi, ma dedito alla propria famiglia e capace di coltivare le amicizie nel bar di Gualtieri e nel circolo “Ligabue” di Pieve Saliceto. Senza poi contare la vicinanza e la grande testimonianza di affetto alle famiglie dei figli dell'ex agricoltore: Giulio e Guglielmo.
Don Paolo dopo aver letto il passo del Vangelo secondo Matteo ha fatto la sua omelia sulla parola di Dio ponendo i fedeli davanti a una riflessione sulla qualità della fede e la forma in cui viene approfondita la forza della fede. «Nulla è impossibile a Dio: egli è l'onnipotente, il suo stesso pensiero è in sé creativo – ha detto don Paolo –. A chi agisce nel suo nome viene dato il potere di compiere le sue stesse opere. Ancora una volta Gesù ci fa capire che la dimensione dei miracoli è in proporzione alla nostra fede. Quindi, i miracoli avvengono, e se non ne vediamo di più è perché non permettiamo che accadano, dovuto alla nostra poca fede».
Guglielmo Soliani ha ringraziato tutte le persone che hanno preso parte alla cerimonia funebre ma in particolare ha ringraziato il suo «piccolo grande papà per tutto il bene che ha fatto nel corso della sua vita». La famiglia ha chiesto di non inviare fiori ma di devolvere eventuali offerte al reparto oncologico dell'ospedale di Guastalla.
Millo Paolo Soliani era un uomo che nonostante la sua veneranda età, aveva energia da vendere. Lucido di mente agile di corporatura era una persona di grande compagnia, buono e disponibile con tutti.
Per questo ha lasciato un grande vuoto non solo nella sua famiglia ma in tutta la borgata di San Rocco dove vive anche il fratello Franco.
Dopo la messa la salma di Soliani è stata sepolta nel vicino cimitero di Pieve Saliceto.
In via Geminiolo 32 sono rimasti i segni della tragedia: tutto è come quella maledetta sera di venerdì 4, quando all'improvviso, un boato ha scosso l'intero vicinato. Purtroppo quando le persone più vicine alla casa di Millo si sono precipitate sul posto per vedere se potevano fare qualcosa era già tardi. I vigili del fuoco hanno potuto solo domare le fiamme che avevano avvolto alcuni vani della casa, ma per il 91enne non hanno potuto fare nulla. L’anziano è stato trovato riverso vicino alla porta della cucina: il corpo non presentava gravi ustioni ma lo spostamento d’aria causato dall’esplosione l’aveva sbattuto con violenza contro una parete. L'uomo sarebbe morto per l’urto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad accompagnare in chiesa la bara di “Paolino” come lo chiamavano tutti, c'erano i figli e i nipoti. Tre i sacerdoti che hanno concelebrato la messa: don Paolo Cattari, parroco di Gualtieri, don Alberto Nicelli parroco di Guastalla e vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla e don Luigi Mandelli, parroco di Boretto.
In tanti, ieri mattina, hanno voluto dare l'estremo saluto a Millo Paolo Soliani. La sua improvvisa scomparsa e il modo in cui ha dovuto lasciare la vita terrena ha sconvolto tutti gli amici e le persone che gli hanno voluto bene. Millo era un uomo sempre impegnato nel lavoro nei campi, ma dedito alla propria famiglia e capace di coltivare le amicizie nel bar di Gualtieri e nel circolo “Ligabue” di Pieve Saliceto. Senza poi contare la vicinanza e la grande testimonianza di affetto alle famiglie dei figli dell'ex agricoltore: Giulio e Guglielmo.
Don Paolo dopo aver letto il passo del Vangelo secondo Matteo ha fatto la sua omelia sulla parola di Dio ponendo i fedeli davanti a una riflessione sulla qualità della fede e la forma in cui viene approfondita la forza della fede. «Nulla è impossibile a Dio: egli è l'onnipotente, il suo stesso pensiero è in sé creativo – ha detto don Paolo –. A chi agisce nel suo nome viene dato il potere di compiere le sue stesse opere. Ancora una volta Gesù ci fa capire che la dimensione dei miracoli è in proporzione alla nostra fede. Quindi, i miracoli avvengono, e se non ne vediamo di più è perché non permettiamo che accadano, dovuto alla nostra poca fede».
Guglielmo Soliani ha ringraziato tutte le persone che hanno preso parte alla cerimonia funebre ma in particolare ha ringraziato il suo «piccolo grande papà per tutto il bene che ha fatto nel corso della sua vita». La famiglia ha chiesto di non inviare fiori ma di devolvere eventuali offerte al reparto oncologico dell'ospedale di Guastalla.
Millo Paolo Soliani era un uomo che nonostante la sua veneranda età, aveva energia da vendere. Lucido di mente agile di corporatura era una persona di grande compagnia, buono e disponibile con tutti.
Per questo ha lasciato un grande vuoto non solo nella sua famiglia ma in tutta la borgata di San Rocco dove vive anche il fratello Franco.
Dopo la messa la salma di Soliani è stata sepolta nel vicino cimitero di Pieve Saliceto.
In via Geminiolo 32 sono rimasti i segni della tragedia: tutto è come quella maledetta sera di venerdì 4, quando all'improvviso, un boato ha scosso l'intero vicinato. Purtroppo quando le persone più vicine alla casa di Millo si sono precipitate sul posto per vedere se potevano fare qualcosa era già tardi. I vigili del fuoco hanno potuto solo domare le fiamme che avevano avvolto alcuni vani della casa, ma per il 91enne non hanno potuto fare nulla. L’anziano è stato trovato riverso vicino alla porta della cucina: il corpo non presentava gravi ustioni ma lo spostamento d’aria causato dall’esplosione l’aveva sbattuto con violenza contro una parete. L'uomo sarebbe morto per l’urto.
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