L’elenco dei clienti trovato nella taverna del bar delle squillo
di Luca Tondelli
Castelnovo Monti, spunta un libro mastro con anche le cifre Proseguono le indagini e le dicerie in paese si moltiplicano
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CASTELNOVO MONTI. C’era da tempo parecchio chiacchiericcio attorno al “Fashion Cafè” di Felina, chiuso venerdì mattina con un’operazione dei carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione al provvedimento di natura cautelare, con divieto di dimora nel comune di Castelnovo, emesso dal Gip del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura a carico della barista, una 50enne residente a Toano. La donna è indagata per il reato di favoreggiamento della prostituzione.
Provvedimenti avvenuti anche a seguito di indagini condotte dai carabinieri nel locale che avevano rinvenuto una stanza secondaria con tre letti e quello che sarebbe un “libro mastro” con nomi di clienti e cifre pagate o da pagare. La donna attraverso il suo avvocato difensore, Domenico Noris Bucchi, afferma di poter chiarire tutte la accuse a suo carico, che respinge: sia lo sfruttamento della prostituzione che la tentata estorsione. Secondo gli inquirenti, avrebbe prima promesso il suo aiuto a un cliente affinché una dipendente avesse una relazione con lui, facendosi consegnare del denaro, e poi lo avrebbe minacciato di fargli rompere le gambe, chiedendo po la consegna di altri 2mila euro.
Intanto, a Felina, un paese piccolo del medio Appennino, la chiusura del locale ha fatto discutere, ma non ha destato eccessiva sorpresa: era infatti da tempo che il paese era al centro di voci e chiacchiere. Va detto che in un ambiente di paese la presenza di diverse ragazze “sconosciute”, avvenenti e spesso di origini straniere è già più che sufficiente per generare dicerie. Ma forse anche qualche cliente poco riservato del locale ha contribuito ad alimentarle, raccontando magari qualche serata brava, straordinarie gesta erotiche o desideri mitici, perché le voci che giravano alla fine si sono rivelate un po’ troppo simili a quanto riscontrato dalle indagini.
Ora dovranno essere i passaggi giudiziari in tribunale a chiarire ogni aspetto della vicenda, ma il “tribunale” del paese per ora si esprime con qualche risatina e battute piuttosto di bassa lega visto il tema di cui si tratta. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Provvedimenti avvenuti anche a seguito di indagini condotte dai carabinieri nel locale che avevano rinvenuto una stanza secondaria con tre letti e quello che sarebbe un “libro mastro” con nomi di clienti e cifre pagate o da pagare. La donna attraverso il suo avvocato difensore, Domenico Noris Bucchi, afferma di poter chiarire tutte la accuse a suo carico, che respinge: sia lo sfruttamento della prostituzione che la tentata estorsione. Secondo gli inquirenti, avrebbe prima promesso il suo aiuto a un cliente affinché una dipendente avesse una relazione con lui, facendosi consegnare del denaro, e poi lo avrebbe minacciato di fargli rompere le gambe, chiedendo po la consegna di altri 2mila euro.
Intanto, a Felina, un paese piccolo del medio Appennino, la chiusura del locale ha fatto discutere, ma non ha destato eccessiva sorpresa: era infatti da tempo che il paese era al centro di voci e chiacchiere. Va detto che in un ambiente di paese la presenza di diverse ragazze “sconosciute”, avvenenti e spesso di origini straniere è già più che sufficiente per generare dicerie. Ma forse anche qualche cliente poco riservato del locale ha contribuito ad alimentarle, raccontando magari qualche serata brava, straordinarie gesta erotiche o desideri mitici, perché le voci che giravano alla fine si sono rivelate un po’ troppo simili a quanto riscontrato dalle indagini.
Ora dovranno essere i passaggi giudiziari in tribunale a chiarire ogni aspetto della vicenda, ma il “tribunale” del paese per ora si esprime con qualche risatina e battute piuttosto di bassa lega visto il tema di cui si tratta. (l.t.)
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