Il soccorritore in lacrime: «Una batosta»
Tiziano Marmiroli si era gettato sollevandogli la testa dall’acqua. «In quel tratto serve il guard rail»
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REGGIO EMILIA. «Un parente del ragazzo, suppongo il papà, mi ha detto grazie. Stamattina (ieri, ndr) ho visto delle persone che cercavano con un rastrellino nell’acqua, perché cellulare e portafoglio del ventenne non sono stati trovati. Mi hanno ringraziato, ma per me la ricompensa migliore sarà sapere che ce la farà». Così ci raccontava ieri mattina il soccorritore Tiziano Marmiroli. Prima di sapere che Gaetano Giglione fosse morto. «Noooo – è stata la sua reazione –. Mi dispiace davvero tanto, è una batosta. Sono padre anch’io». Ed è scoppiato in lacrime.
Marmiroli, ex giocatore della Reggiana e dipendente della Sapi Spa di Castelnovo Rangone (un’azienda che trasforma frattaglie di carne animale ad uso zootenico) è il residente coraggio che sabato con prontezza aveva estratto Gaetano dall’acqua. E ricorda benissimo quei momenti. «Era rimasto qualche minuto con la testa sott’acqua e quando io e mio figlio lo abbiamo girato gli abbiamo sentito polso e collo: non respirava. Allora gli ho praticato il massaggio cardiaco: non l’avevo mai fatto, ce lo hanno insegnato nei corsi in ditta. Ma un conto è farlo su un manichino e un altro su un essere umano. Lo abbiamo messo su un fianco e ho cominciato a dirgli: “Dai, dai che ce la fai, respira”». Secondi che sono sembrati infiniti. «Avevo la mia mano sulla cassa toracica: quando ho sentito chiaramente il cuore battere, il petto alzarsi e abbassarsi da solo, il ragazzo sputare acqua e fango, ho tirato un respiro di sollievo. Un’esperienza incredibile. Aveva anche una ferita profonda sulla schiena, zampillava sangue».
Marmiroli sperava in un epilogo ben diverso. E lancia un’accusa su via Marx: «È una strada trafficata e pericolosa, dove spesso in passato si sono verificati incidenti gravi. Proprio in quel tratto dove è uscito di strada il ventenne il guardrail si interrompe, nonostante sia una semicurva. È un punto pericoloso, dove dalla parte opposta gli automobilisti tendono ad andare sulla sinistra. Occorre mettere un paracarro».
Senza contare che «l’accesso dalla via Emilia verso Roncocesi è poco visibile in entrata e ancor peggio in uscita: ci sarebbe l’obbligo girare a destra, ma non lo fa quasi nessuno. Perché non realizzare una rotonda?». La moglie di Marmiroli, Colomba, è stata testimone oculare della fuoriuscita e ieri mattina la sua deposizione è stata raccolta dalla polizia municipale: «La Seat ha iniziato a sbandare dove c’è ancora il guard rail, era fuori controllo, ha fatto zig zag più volte. Senza dubbio lì è necessario prolungare il guard rail». (am.p.)
Marmiroli, ex giocatore della Reggiana e dipendente della Sapi Spa di Castelnovo Rangone (un’azienda che trasforma frattaglie di carne animale ad uso zootenico) è il residente coraggio che sabato con prontezza aveva estratto Gaetano dall’acqua. E ricorda benissimo quei momenti. «Era rimasto qualche minuto con la testa sott’acqua e quando io e mio figlio lo abbiamo girato gli abbiamo sentito polso e collo: non respirava. Allora gli ho praticato il massaggio cardiaco: non l’avevo mai fatto, ce lo hanno insegnato nei corsi in ditta. Ma un conto è farlo su un manichino e un altro su un essere umano. Lo abbiamo messo su un fianco e ho cominciato a dirgli: “Dai, dai che ce la fai, respira”». Secondi che sono sembrati infiniti. «Avevo la mia mano sulla cassa toracica: quando ho sentito chiaramente il cuore battere, il petto alzarsi e abbassarsi da solo, il ragazzo sputare acqua e fango, ho tirato un respiro di sollievo. Un’esperienza incredibile. Aveva anche una ferita profonda sulla schiena, zampillava sangue».
Marmiroli sperava in un epilogo ben diverso. E lancia un’accusa su via Marx: «È una strada trafficata e pericolosa, dove spesso in passato si sono verificati incidenti gravi. Proprio in quel tratto dove è uscito di strada il ventenne il guardrail si interrompe, nonostante sia una semicurva. È un punto pericoloso, dove dalla parte opposta gli automobilisti tendono ad andare sulla sinistra. Occorre mettere un paracarro».
Senza contare che «l’accesso dalla via Emilia verso Roncocesi è poco visibile in entrata e ancor peggio in uscita: ci sarebbe l’obbligo girare a destra, ma non lo fa quasi nessuno. Perché non realizzare una rotonda?». La moglie di Marmiroli, Colomba, è stata testimone oculare della fuoriuscita e ieri mattina la sua deposizione è stata raccolta dalla polizia municipale: «La Seat ha iniziato a sbandare dove c’è ancora il guard rail, era fuori controllo, ha fatto zig zag più volte. Senza dubbio lì è necessario prolungare il guard rail». (am.p.)
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