Gazzetta di Reggio

Reggio

Furto nell’azienda dei sistemi di allarme

di Alessandro Zelioli
Furto nell’azienda dei sistemi di allarme

Montecchio, raid notturno alla Neroni Automazioni: in tre hanno divelto il cancello e portato via un furgone da 40mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECCHIO. I ladri scassinano e derubano un ditta di sistemi di sicurezza. È accaduto alla Neroni Automazioni di Montecchio, leader nel settore allarmi, che nella notte tra domenica e lunedì ha subìto il primo furto della sua lunga storia imprenditoriale.

I malviventi sono entrati in azione verso le 2 del mattino. Dapprima hanno divelto il pesante cancello in ferro della struttura di via Meucci 21, nella zona industriale montecchiese, a quell’ora deserta, ancor più a causa della chiusura agostana delle aziende.

Una volta entrati nel cortile, hanno forzato la zona degli uffici, prelevando la chiavi del Peugeot Boxer parcheggiato e fuggendo sul furgone.

Ad agire è stata una banda composta da tre individui col volto coperto, stando alle prime immagini visionate dai carabinieri della Tenenza di Cavriago, intervenuti nell’immediatezza del furto.

I malviventi si sono mossi con competenza e sincronia. Erano sicuramente degli esperti che sapevano perfettamente dell’esistenza dei sistemi di allarme – entrati immediatamente in funzione – e dei minuti a disposizione per portare a termine il loro colpo. Così i ladri hanno puntato dritto al furgone, senza cercare altri oggetti da rubare.

Quando il cellulare ha iniziato a suonare, il titolare Giancarlo Neroni, assieme al figlio, è subito accorso sul posto, dove già si trovavano i carabinieri. Ma, giunti in via Meucci, padre e figlio non hanno potuto fare altro che constatare l’ammontare del bottino, circa 40mila euro, e i danni provocati dall’intrusione, per ripararli al più presto.

«Siamo veramente arrabbiati – ha detto Fabio Neroni –. Quel furgone, acquistato un anno fa, ci serviva domani quando, al rientro dalle ferie, dovremo iniziare alcuni lavori anche consistenti. Era un furgone attrezzato di tutto punto e pieno di pezzi anche costosi, che ci servivano per lavorare nei cantieri».

Le immagini delle telecamere sono ora al vaglio degli inquirenti: la ricca fornitura di sistemi di sicurezza installati in azienda ha consentito di riprendere passo passo quanto accaduto. Neroni però non è ottimista: «Chi è venuto a rubare sapeva che sarebbe stato ripreso e che avevamo una serie di allarmi. Ma non si sono fermati. Hanno agito calcolando i tempi degli interventi dei carabinieri e nostri. Abbiamo visto delle barbe, dal video, ma i carabinieri ci hanno detto che a volte vengono usate barbe finte. Abbiamo anche altro materiale che sottoporremo ai carabinieri».

La Neroni Automazioni, fondata da Giancarlo Neroni nel 1968, spera di offrire ulteriori elementi agli inquirenti per risalire a chi ha commesso il raid. «Il furgone è griffato ovunque con il nostro logo – chiude Fabio Neroni –. Non credo possa passare inosservato, anche se potrebbe già essere stato riverniciato. O magari usato per un furto nella stessa notte. I militari hanno subito diffuso le foto in tutta la provincia. Se è in giro, verrà localizzato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google