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Le rezdòre nuove star del National Geographic

Le rezdòre nuove star del National Geographic

Guastalla, all’Antico Podere una ventina di americani in tour in Italia con la rivista Assisti dalle maestre della sfoglia hanno cucinato e gustato le specialità emiliane

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GUASTALLA. Una ventina di americani, durante un gran tour in Italia con il National Geographic, ha fatto tappa a Guastalla all’agriturismo Antina Golena di via Bosco, dove hanno potuto preparare con le loro mani e gustare i piatti emiliani. La nota rivista National Geographic Magazine, tradotta in 31 lingue e che conta 50 milioni di lettori al mese, organizza anche viaggi privati. Proprio durante uno di questi, un gruppo di americani ha fatto una sosta inattesa nella città ducale.

«L’antefatto è una serie di contatti tra l’agriturismo e Target Travel, un’agenzia turistica veneta: i primi contatti del marzo scorso, quando ci hanno chiamato per organizzare un corso di cucina con seguente pranzo per due gruppi di famiglie americane che avrebbero trascorso in giro per l’Italia una decina di giorni», spiega Itala Bertinelli, naturopata che da anni organizza corsi di cucina cercando di unire la tradizione culinaria locale alle informazioni nutrizionali sui cibi, con particolare attenzione alle intolleranze alimentari.

Itala, insieme alla titolare dell’agriturismo Cristina Boschi, prima dell’estate si sono incontrate con la rappresentante del National Geographic di Boston, concordando la tappa guastallese.

Così, dopo Roma, Firenze e le Cinque Terre i due gruppi di americani, in transito verso Verona e poi Venezia, si sono fermati proprio a Guastalla.

I visitatori – una ventina di persone che facevano parte di nuclei familiari con figli dagli 8 ai 12 e 16 anni – volevano vedere «una vera azienda agricola ancora del taglio “fattoria di Nonna Papera”, dove la “zdaura” o reggitora non fosse un’invenzione turistica ma una persona autentica che conduce la casa, la famiglia e l’azienda – spiega Itala –. Proprio come accade all’Antica Golena, gestita da un pool al femminile: Cristina, Maria Pia e la figlia Agnese, con una tradizione che vanta cinque generazioni rosa che si sono occupate dei poderi e della casa di famiglia».

Un’accoglienza ruspante, all’emiliana, iniziata con il saluto di benvenuto a Lambrusco vinificato in bianco della Cantina di Gualtieri, Parmigiano Reggiano dell’Azienda Possioncella, aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia dell’Acetaia San Giacomo.

Si è proseguito con la “caccia alle uova”, un percorso didattico in fattoria alla ricerca della materia prima, per arrivare al clou: il corso da “sfogline” per tirare la sfoglia a mano e vedere come nascono i numerosi tipi di pasta che rendono ricca la tavola emiliana.

«Il coinvolgimento è stato altissimo: chi con le “mani in pasta”, chi a fare foto, chi con richieste e quesiti – racconta Itala –. Soprattutto i ragazzi si sono divertiti molto».

Maltagliati, quadrettini, strichetti, capellini, tagliolini, tagliatelle, pappardelle, lasagne. Poi le paste ripiene: cappelletti, tortellini, tortelli, tortelloni, ravioli, cappellacci, con le indicazioni per l’uso di ogni formato e le differenze regionali, conditi da aneddoti storici.

«Dopo due ore di lavoro, ecco in tavola le tagliatelle al ragù, salumi e formaggi dop, frutta e verdura dell’orto e lambrusco frizzante – spiegano le organizzatrici –. Un pranzo apprezzato, che è riuscito a superare le barriere linguistiche». (am. p)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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