Gazzetta di Reggio

Reggio

Lo slalom gigante di Gianluca Vacchi in pista a Cerreto

di PRIMO BERTANI
Lo slalom gigante di Gianluca Vacchi in pista a Cerreto

Nel ‘78 il discusso protagonista dei social sui nostri monti come Tomba e Compagnoni

2 MINUTI DI LETTURA





L’orologio del tempo di Cerreto Laghi torna irrimediabilmente indietro di qualche decina d’anni. Lo fa ogniqualvolta qualche personaggio famoso, affermatosi da sciatore sulle piste reggiane, balza agli onori delle copertine delle cronache sportive e mondane.

Nel pieno della carriera è successo tante volte per Alberto Tomba, che a Cerreto Laghi vinse il 19 marzo 1983 la sua prima gara importante della vita. Aveva quasi 16 anni e portò a casa, ex equo con un altro concorrente, il trofeo nazionale di gigante Saette Coca Cola.

Sulle nevi dell’appennino, nel pieno della loro storia sportiva, vinsero il titolo italiano agli assoluti femminili due star come Claudia Giordani (1976), figlia del famoso telecronista del basket Rai Aldo Giordani, e nell’inverno 1997 Deborah Compagnoni, altra stella internazionale. Sempre nel 1976, Maria Rosa Quario firmò in Coppa Europa una vittoria che la consacrò successivamente nell’olimpo di questa disciplina invernale. La Quario, che oggi fa la giornalista, è anche la mamma della campionessa mondiale Federica Brignone, un altra orgoglio nazionale.

Il vero botto, che da un paio d’anni fa parlare a ripetizione, è quello che nel febbraio 1978 fece scoppiare a Cerreto Laghi Gianluca Vacchi, quando stravinse a sorpresa i Giochi nazionali della Gioventù.

A quel tempo Vacchi aveva 10 anni e 7 mesi e riuscì a vincere la medaglia d’oro in una prova di slalom gigante, mettendosi alle spalle oltre 500 concorrenti selezionati tra i più forti in Italia.

Vacchi era un talento puro e ottenne una affermazione memorabile.

Il clamore fu enorme, anche sui principali mezzi di informazione, perché lui era di Bologna e aveva strapazzato i futuri campioni iscritti agli sci club alpini e prealpini, ragazzi che nascono già con gli sci ai piedi. Gli fu affibbiata l’etichetta del fenomeno, che evidentemente gli è rimasta appiccicata addosso anche oggi che domina sui social con i suoi interventi, alcuni discussi, ma che producano milioni di follower.

«Vacchi era già circondato da una attenzione particolare pur essendo ancora un bimbo – ricorda Claudio Fiori, ex sindaco di Collagna –. C’era con lui un operatore privato che riprendeva la gara e ogni suo movimento e che aveva una telecamera professionale paragonabile a quella della Rai che per l’occasione aveva inviato due storici tecnici, Luciano Masi e Romano Prati».

Eloquente anche il ricordo di uno dei giudici di gara. «Gianluca Vacchi arrivò scortato da due maestri di sci della prestigiosa scuola di Cortina – racconta il parmense Rolando Furlotti –. Ci sembrava una cosa esagerata e un po’ megalomane, poi scoprimmo che a vincere fu proprio quel ragazzo che andava come un razzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google