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Reggio Emilia, i cyberpoliziotti incontrano gli studenti

Reggio Emilia, i cyberpoliziotti incontrano gli studenti

I rischi della Rete spiegati ai minorenni in una trentina di incontri. Il ruolo-chiave di genitori e prof

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REGGIO EMILIA. La legge di contrasto al fenomeno del cyberbullismo è entrata in vigore in giugno, ma già da tempo la sezione reggiana della polizia postale si è mossa per dare “strumenti” a tutela dei minorenni che rischiano sempre più spesso di rimanere invischiati nelle più varie “trappole”sui social network: pressioni, aggressioni, molestie, ricatti, ingiurie, denigrazioni, diffamazioni, furto d’identità, acquisizioni illecite di dati personali, diffusione online di contenuti o fotografie osé.

Nell’ultimo anno scolastico sono stati una trentina gli incontri tenuti dai cyberpoliziotti reggiani – in cattedra l’attuale comandante Luigi Quaglio oppure Mario Scarapellini che l’ha preceduto alla guida a Reggio della Postale ed ora è in pensione – che portando la loro esperienza sul tema, hanno illustrato agli studenti i pericoli della Rete. Sono stati messi sul chi va là classi delle Medie ma anche dei primi due anni degli istituti superiori.

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Il target più a rischio individuato dagli esperti è infatti fra gli 11 e i 16 anni. Negli incontri scolastici è emerso che i pericoli insiti nella telematica possono essere diminuiti se anche genitori ed insegnanti fanno la loro parte, cercando di captare per tempo le situazioni di disagio.

In ambito reggiano la scuola si è dimostrata piuttosto collaborativa negli anni con gli inquirenti, riuscendo spesso a tramutare le confidenze avute dagli alunni in denunce. Più complicato – sempre su questo terreno – il ruolo dei genitori, per il nostro sempre facile rapporto con i figli e la difficoltà a mettere in pratica degli efficaci controlli sulle “mosse” in Rete dei minorenni.

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