Supermercati aperti anche a Ferragosto, a Reggio Emilia c'è chi dice no
Orario continuato sia al Pam sia al Gigante. Cgil Cisl e Uil: «Il lavoro nei giorni festivi non è un obbligo»
REGGIO EMILIA. Puntuale, ad ogni festività, si ripropone il tema delle aperture da parte delle grandi catene di distribuzione. E, puntualmente, i sindacati ribadiscono la loro netta contrarietà alle aperture festive. Accade a Pasqua, a Natale, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno, il 1° novembre. E anche a Ferragosto.
Oggi, in città, per chi dovesse rimanere a corto di costine per la tradizionale grigliata, sono due i supermercati che resteranno aperti per l’intera giornata e con orario continuato: il Pam in via Emilia San Pietro dalle 9 alle 22 e Il Gigante di via Liebig dalle 8.30 alle 19. Mentre le altre catene, dal Conad alla Coop all’Esselunga, rimangono chiuse.
Inutile, per qualcuno, l’appello dei sindacati del commercio Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell'Emilia Romagna che, alcuni giorni fa, avevano ribadito la netta contrarietà alle aperture festive. In una nota, in vista del Ferragosto, ricordavano che «il lavoro nei giorni festivi non è un obbligo». I tre sindacati di categoria invitavano esplicitamente «ad astenersi dal lavoro festivo i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività all'interno dei centri commerciali».
Ribadendo che «la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera: recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre il lavoro festivo e risulta illegittima l'eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto».
«La liberalizzazione degli orari introdotta nel 2011 con il decreto Salva Italia ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali», per questo «è necessario che la discussione in Parlamento per una nuova regolamentazione delle aperture commerciali si riattivi».
I sindacati bocciano intanto le nuove norme ferme in commissione Industria al Senato, che «se da una parte potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari commerciali, dall'altra, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, non risolveranno il problema. Le liberalizzazioni sono sbagliate – concludono – non aiutano la crescita economica, non creano nuova occupazione, producono dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri delle città a favore delle cittadelle del consumo». (c.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
