castelnovo monti
Bar hard, la 50enne tace «Parlerò, ma più avanti»
CASTELNOVO MONTI. Tirata a lucido – tacco alto, camicia bianca e gonna alla moda, capelli corti – ma allo stesso tempo con addosso un’evidente agitazione e preoccupazione che non vengono certo...
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CASTELNOVO MONTI. Tirata a lucido – tacco alto, camicia bianca e gonna alla moda, capelli corti – ma allo stesso tempo con addosso un’evidente agitazione e preoccupazione che non vengono certo mascherati dalla bella presenza nonché dall’eleganza.
Accompagnata in tribunale a Reggio dal marito, la barista 50enne d’origine marocchina ma da tempo con la cittadinanza italiana, ha affrontato ieri – assistita dall’avvocato difensore Noris Bucchi – l’interrogatorio di garanzia per la vicenda hard che la vede accusata di favoreggiamento della prostituzione e tentata estorsione. Per chi indaga tutto ruota attorno al Fashion Cafè, a Felina, ora sotto sequestro. Nonostante le premesse, ieri la barista è rimasta muta davanti al gip Giovanni Ghini. Una retromarcia voluta dal difensore: «Dall’esame degli atti di indagine è emersa l’opportunità di approfondire un aspetto tecnico che riguarda aspetti processuali della vicenda. Ribadisco comunque che la mia assistita – rimarca Bucchi – si dichiara estranea alle accuse e vuole difendersi per dimostrare la propria innocenza. Ho scelto, peraltro, di non avanzare alcuna richiesta in ordine alla misura adottata». Resta, quindi, il divieto di dimora e le indagini proseguono.(t.s.)
Accompagnata in tribunale a Reggio dal marito, la barista 50enne d’origine marocchina ma da tempo con la cittadinanza italiana, ha affrontato ieri – assistita dall’avvocato difensore Noris Bucchi – l’interrogatorio di garanzia per la vicenda hard che la vede accusata di favoreggiamento della prostituzione e tentata estorsione. Per chi indaga tutto ruota attorno al Fashion Cafè, a Felina, ora sotto sequestro. Nonostante le premesse, ieri la barista è rimasta muta davanti al gip Giovanni Ghini. Una retromarcia voluta dal difensore: «Dall’esame degli atti di indagine è emersa l’opportunità di approfondire un aspetto tecnico che riguarda aspetti processuali della vicenda. Ribadisco comunque che la mia assistita – rimarca Bucchi – si dichiara estranea alle accuse e vuole difendersi per dimostrare la propria innocenza. Ho scelto, peraltro, di non avanzare alcuna richiesta in ordine alla misura adottata». Resta, quindi, il divieto di dimora e le indagini proseguono.(t.s.)
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