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Il caso della pista ciclabile finisce alla Corte dei Conti

di Mauro Pinotti
Il caso della pista ciclabile finisce alla Corte dei Conti

Esposto della lista civica “Bagnolo Viva” sull’opera realizzata e poi smantellata Il tracciato tra le frazioni di Pieve Rossa e Santa Maria era costato 256mila euro

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BAGNOLO . La lista civica “Bagnolo Viva” ha inviato un esposto alla Corte dei Conti affinché controlli «il corretto utilizzo delle risorse relative alla ciclabile Pieve Rossa- Santa Maria». Un'opera decisa nel 1999 dall’ex sindaco Filippini, costata 256mila euro, di cui la metà finanziati dalla Regione Emilia Romagna.

«Nonostante una dichiarazione di fine lavori datata 2002 – accusa Gianluca Paoli, capogruppo della lista civica “Bagnolo Viva” – la ciclabile non è mai stata fruibile, anzi, a seguito di evidenti errori progettuali è stata progressivamente smantellata per non arrecare pericolo alla viabilità di pedoni e motociclisti, fino ad essere completamente abbandonata. La vicenda si è penosamente trascinata fino al 2014, quando la Regione Emilia Romagna, a fronte dell'impossibilità del Comune di dimostrare l’effettiva fruibilità di un’opera inesistente, ha proceduto alla revoca del contributo assegnato nel 2000 di circa 128mila euro e intimato la restituzione di quanto già erogato». Lo scorso 25 luglio, in occasione dell’ultima seduta estiva di consiglio, Paoli aveva chiesto al sindaco Paola Casali la cronologia delle procedure messe in atto negli ultimi due anni «per giungere all’accertamento delle responsabilità e al recupero delle somme spese per la mancata realizzazione della ciclabile» Pieve Rossa-Santa Maria.

“Bagnolo Viva” ha chiesto al primo cittadino, se sulla base di quanto scritto all’epoca dai revisori di conti, ovvero di «ritenere necessario accertare l’eventuale danno a carico dell’ente nonché il correlato recupero», se ciò sia stato fatto. «Il sindaco Casali, ha proceduto ad accertare le responsabilità per un danno erariale costato alle casse comunali la bellezza di 256mila euro? La risposta è no – ha proseguito Paoli - Glielo abbiamo chiesto a novembre 2015, e l’assessore Scialoia ci rispose che gli uffici stavano “provvedendo a ricostruire, in modo meticoloso ed approfondito, il quadro conoscitivo della procedura e delle attività svolte e da chi sono state svolte, al fine di produrre un documento di sintesi, da trasmettere alla Corte dei Conti”. Non avendo più saputo nulla, glielo abbiamo quindi richiesto lo scorso 25 luglio e stavolta la risposta della Casali è stata che “c'è tutta la volontà di andare ad approfondire se non vi sia stato un corretto utilizzo delle risorse” ma stante “la dotazione del personale, gli uffici stanno lavorando sulle priorità attuali per i cittadini”. In definitiva, in 20 mesi non è stato fatto nulla».

Così “Bagnolo Viva” ritenendo che la «pazienza e l'indecenza debbano avere un limite», ieri ha depositato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti. «Sperare che questi amministratori facciano il loro dovere nell'interesse della comunità – ha concluso Paoli – è chiedere troppo?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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