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«Mi dispiace ma si è tirata l’odio addosso»

«Mi dispiace ma si è tirata l’odio addosso»

Cantamessi (M5S) solidarizza a metà. Condanne unanimi dagli altri capigruppo in consiglio comunale

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REGGIO EMILIA. «Mi dispiace per la Lusenti ma secondo me l’odio se l’è tirato addosso. In politica ognuno è portatore dei voti e dei commenti che si merita». È una solidarietà a metà – e forse anche meno – quella del capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, Ivan Cantamessi, verso la collega d’aula Lucia Lusenti. Che, nei giorni scorsi, ha ricevuto sulla sua pagina Facebook alcuni insulti personali molto pesanti.

Una vicenda che oltre a suscitare la reazione della stessa consigliera, che ha annunciato azioni legali, ha scatenato un’alzata di scudi unanime da parte dei capigruppo non pentastellati in Sala Tricolore.

«Gli interessi elettorali di bottega – ha dichiarato Andrea Capelli, capogruppo Pd – fomentano la paura e l’odio alimentando gli insulti censurabili che hanno ricevuto Boldrini e Lusenti, cui va tutta la nostra solidarietà. Come ha detto bene Roberto Esposito su L’Espresso questa settimana, esiste un senso di Giustizia prima ancora della legge. Salvare vite umane dal pericolo è sempre giusto prima di qualsiasi legge».

Completamente schierato con la Lusenti anche Lanfranco De Franco, capogruppo di Mdp: «Purtroppo Facebook è sempre di più il luogo dove persone evidentemente molto tristi danno libero sfogo ai loro pensieri. Quando poi magari nella vita reale fanno fatica a esprimere un concetto. Piena solidarietà a Lucia e credo faccia bene a seguire la scia tracciata dalla Boldrini. Se ci sono gli estremi è bene che denunci». Le differenze, soprattutto sul tema immigrazione, ci sono e restano forti. Ma anche il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Vinci, ha stigmatizzato l’attacco personale alla consigliera di SI: «Piena condanna per tutte quelle critiche che esulano dalla politica e che sfociano in insulti di tipo sessuale, anche perché ci sarebbero 200 motivi civili per contestare la consigliera. Ma condanna non significa solidarietà. A mio avviso infatti anche la Lusenti, quando in aula utilizza impropriamente termini come fascista, razzista o xenofobo, sta fomentando l’odio».

Sulla stessa linea anche Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia: «Dissento al 300% con la linea e i concetti espressi dalla Lusenti. Non difenderò mai la sua politica ma sempre la sua libertà di esprimere la propria opinione». (l.g.)

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