Palloncini bianchi e rap per l’addio a Gaetano
di Jacopo Della Porta
Castelnovo Sotto, i brani composti dal 20enne hanno accompagnato i funerali Don Gabriele: «La poesia è qualcosa che apre il cuore e va oltre la materia»
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CASTELNOVO SOTTO. Le parole che Gaetano Giglione ha scritto per le sue canzoni rap hanno accompagnato ieri mattina il suo funerale. Brani nei quali il 20enne, in arte “Giggino”, rifletteva sui problemi dei suoi coetanei e dove affrontava argomenti anche molto profondi, come quelli della fede in Dio e della solidarietà nei confronti degli ultimi.
«La poesia è qualcosa che apre il cuore e va oltre la materia – ha detto il parroco don Gabriele Carlotti –. Gli amici hanno voluto che fosse Gaetano ad accoglierci in chiesa con i suoi canti, la sua poesia».
Nell’omelia il sacerdote ha ricordato più volte alcune parole di una canzone di Gaetano: «La vita non ti spiega, al massimo ti piega». Il 20enne aveva scelto un genere musicale duro e diretto come il rap, che interpretava con una particolare sensibilità, senza timore di affrontare anche temi impegnati.
Davanti alla chiesa di Castelnovo Sotto gli amici hanno affisso uno striscione nel quale era scritto: «Insieme alle parole pronunciate nelle tue canzoni sei diventato la stella che il cielo ci ha voluto rubare. Ora il tuo rap è la tua passione e donerà infinita gioia ai nostri cuori. Il tuo ricordo è scandito in noi, risplenderà ogni giorno... anche nelle notti più buie. Puoi raggiungere forse adesso la tua meta... Ciao Tani».
Al termine della cerimonia funebre gli amici hanno liberato dei palloncini bianchi ai quali erano attaccati dei fogli con dei messaggi e hanno sfogato la tensione con un lungo applauso quando il feretro è uscito dalla chiesa. Poco prima un altro scrosciante applauso aveva segnato la fine del rito in chiesa.
«In questi giorni ho sentito che qualcuno ha detto che il Signore ha voluto Gaetano affianco a sé – ha detto don Gabriele –. Io credo di no. Il Signore non ha voluto la morte di Gaetano ma lo ha accolto, come lui ora accoglie noi con la sua musica, e forse si divertirà con la sua musica, il suo messaggio e la sua poesia».
Ai partecipanti al funerale è stato anche distribuito un cd con incise le canzoni di Gaetano: un modo per ricordarlo attraverso la sua passione più profonda.
Gli amici del 20enne hanno manifestato un grande affetto nei confronti della famiglia. In molti durante il segno della pace hanno voluto abbracciare il padre Nicola, che a lungo è rimasto in piedi affianco alla bara bianca, la madre Pasqualina, le sorelle Giusy e Angela e il cognato Ugo.
Gaetano, dopo aver lavorato per un po’ di tempo con il padre come muratore, da aprile faceva l’operaio alla Indian di Corte Regge, azienda che produce gelati.
Il ragazzo aveva giocato nelle giovanili della Meletolese e da sempre aveva una grande passione per la musica rap. Era anche un tifoso del Napoli.
Sabato il 20enne è rimasto vittima di un gravissimo incidente: con la sua auto è finito nel Modolena nella zona di Pieve. Domenica i medici hanno dichiarato la morte cerebrale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La poesia è qualcosa che apre il cuore e va oltre la materia – ha detto il parroco don Gabriele Carlotti –. Gli amici hanno voluto che fosse Gaetano ad accoglierci in chiesa con i suoi canti, la sua poesia».
Nell’omelia il sacerdote ha ricordato più volte alcune parole di una canzone di Gaetano: «La vita non ti spiega, al massimo ti piega». Il 20enne aveva scelto un genere musicale duro e diretto come il rap, che interpretava con una particolare sensibilità, senza timore di affrontare anche temi impegnati.
Davanti alla chiesa di Castelnovo Sotto gli amici hanno affisso uno striscione nel quale era scritto: «Insieme alle parole pronunciate nelle tue canzoni sei diventato la stella che il cielo ci ha voluto rubare. Ora il tuo rap è la tua passione e donerà infinita gioia ai nostri cuori. Il tuo ricordo è scandito in noi, risplenderà ogni giorno... anche nelle notti più buie. Puoi raggiungere forse adesso la tua meta... Ciao Tani».
Al termine della cerimonia funebre gli amici hanno liberato dei palloncini bianchi ai quali erano attaccati dei fogli con dei messaggi e hanno sfogato la tensione con un lungo applauso quando il feretro è uscito dalla chiesa. Poco prima un altro scrosciante applauso aveva segnato la fine del rito in chiesa.
«In questi giorni ho sentito che qualcuno ha detto che il Signore ha voluto Gaetano affianco a sé – ha detto don Gabriele –. Io credo di no. Il Signore non ha voluto la morte di Gaetano ma lo ha accolto, come lui ora accoglie noi con la sua musica, e forse si divertirà con la sua musica, il suo messaggio e la sua poesia».
Ai partecipanti al funerale è stato anche distribuito un cd con incise le canzoni di Gaetano: un modo per ricordarlo attraverso la sua passione più profonda.
Gli amici del 20enne hanno manifestato un grande affetto nei confronti della famiglia. In molti durante il segno della pace hanno voluto abbracciare il padre Nicola, che a lungo è rimasto in piedi affianco alla bara bianca, la madre Pasqualina, le sorelle Giusy e Angela e il cognato Ugo.
Gaetano, dopo aver lavorato per un po’ di tempo con il padre come muratore, da aprile faceva l’operaio alla Indian di Corte Regge, azienda che produce gelati.
Il ragazzo aveva giocato nelle giovanili della Meletolese e da sempre aveva una grande passione per la musica rap. Era anche un tifoso del Napoli.
Sabato il 20enne è rimasto vittima di un gravissimo incidente: con la sua auto è finito nel Modolena nella zona di Pieve. Domenica i medici hanno dichiarato la morte cerebrale.
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