Pusher arrestato, era da poco a Reggio
di Tiziano Soresina
Sequestrato allo spacciatore 21enne due etti di cocaina e quasi 3mila euro. La polizia indaga sui fornitori albanesi
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REGGIO EMILIA. Arrivato a Reggio da sole tre settimane, è stato trovato con ben due etti di cocaina e quasi tremila euro in contanti.
Troppe cose non tornano in questa vicenda di spaccio ed ora la polizia vuole capire chi vi sia dietro ad un giovane albanese.
Incensurato, il 21enne Halil Skordha è arrivato a fine luglio in Italia dove risiede regolarmente essendo ancora valido il visto d’ingresso.
Ma già alla vigilia di Ferragosto è stato arrestato per spaccio di stupefacenti.
Il giovane albanese viene bloccato lunedì sera (intorno alle 20) dal personale della squadra volanti della questura in via Fratelli Cervi – a Pieve Modolena – durante un normale controllo del territorio.
Il 21enne è impegnato in uno scambio sospetto con un'altra persona e alla vista degli agenti entrambi fuggono. Dopo un breve inseguimento – concentratosi sull’albanese, mentre l’altra persona si dilegua – Skordha viene fermato e perquisito dai poliziotti, che gli trovano addosso 9 grammi di cocaina (in 7 involucri), circa 280 euro in contanti e due telefoni cellulari.
Da qui scatta pure la perquisizione in casa del giovane – sempre a Pieve Modolena, stavolta in via Perugino – dove vengono rinvenuti altri contanti e dosi di cocaina (erano nascosti in bagno, come ha indicato lo stesso indagato alla polizia) per un totale di circa 2.600 euro e complessivi 200 grammi di sostanza stupefacente nonché un terzo telefonino.
Il primo particolare su cui ora la questura sta indagando è il fatto che le dosi di droga sequestrate – ben due etti di “polvere bianca” di buona qualità (come ha già “detto” il narcotest) del valore di circa 10mila euro – erano pronte ad essere smerciate, mentre nell'abitazione del giovane non sono stati trovati strumenti per il peso e il confezionamento della sostanza stupefacente.
L'ipotesi investigativa è quindi che dietro al 21enne ci sia una più vasta rete di «fornitori» della cocaina, probabilmente un’organizzazione albanese ben strutturata a Reggio di cui Halil conosce qualche componente, perché i poliziotti non si spiegano come in così poco tempo l’albanese sia riuscito ad entrare nel “giro”, oltretutto potendo contare su un quantitativo di droga non indifferente (pronta per essere “piazzata” in città) che aveva già fruttato al giovane una discreta somma con le vendite illecite.
Anche i tre telefonini sequestrati saranno d’aiuto agli inquirenti – l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi – per ricostruire i contatti del 21enne a livello non solo di acquirenti, ma anche di fornitori della cocaina, probabilmente connazionali da tempo attivi a Reggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Troppe cose non tornano in questa vicenda di spaccio ed ora la polizia vuole capire chi vi sia dietro ad un giovane albanese.
Incensurato, il 21enne Halil Skordha è arrivato a fine luglio in Italia dove risiede regolarmente essendo ancora valido il visto d’ingresso.
Ma già alla vigilia di Ferragosto è stato arrestato per spaccio di stupefacenti.
Il giovane albanese viene bloccato lunedì sera (intorno alle 20) dal personale della squadra volanti della questura in via Fratelli Cervi – a Pieve Modolena – durante un normale controllo del territorio.
Il 21enne è impegnato in uno scambio sospetto con un'altra persona e alla vista degli agenti entrambi fuggono. Dopo un breve inseguimento – concentratosi sull’albanese, mentre l’altra persona si dilegua – Skordha viene fermato e perquisito dai poliziotti, che gli trovano addosso 9 grammi di cocaina (in 7 involucri), circa 280 euro in contanti e due telefoni cellulari.
Da qui scatta pure la perquisizione in casa del giovane – sempre a Pieve Modolena, stavolta in via Perugino – dove vengono rinvenuti altri contanti e dosi di cocaina (erano nascosti in bagno, come ha indicato lo stesso indagato alla polizia) per un totale di circa 2.600 euro e complessivi 200 grammi di sostanza stupefacente nonché un terzo telefonino.
Il primo particolare su cui ora la questura sta indagando è il fatto che le dosi di droga sequestrate – ben due etti di “polvere bianca” di buona qualità (come ha già “detto” il narcotest) del valore di circa 10mila euro – erano pronte ad essere smerciate, mentre nell'abitazione del giovane non sono stati trovati strumenti per il peso e il confezionamento della sostanza stupefacente.
L'ipotesi investigativa è quindi che dietro al 21enne ci sia una più vasta rete di «fornitori» della cocaina, probabilmente un’organizzazione albanese ben strutturata a Reggio di cui Halil conosce qualche componente, perché i poliziotti non si spiegano come in così poco tempo l’albanese sia riuscito ad entrare nel “giro”, oltretutto potendo contare su un quantitativo di droga non indifferente (pronta per essere “piazzata” in città) che aveva già fruttato al giovane una discreta somma con le vendite illecite.
Anche i tre telefonini sequestrati saranno d’aiuto agli inquirenti – l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi – per ricostruire i contatti del 21enne a livello non solo di acquirenti, ma anche di fornitori della cocaina, probabilmente connazionali da tempo attivi a Reggio.
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