Giovane spacciatore Indagini sul complice sfuggito alla cattura
Accertamenti della questura su filmati e tabulati telefonici Si sospetta che il 21enne sia inserito in una banda albanese
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REGGIO EMILIA. L’arresto dell’albanese 21enne Halil Skordha ha innescato una serie di accertamenti della questura per capire cosa vi sia effettivamente dietro ad un giovane giunto da appena tre settimane a Reggio, ma che è stato “pizzicato” con ben due etti di cocaina di buona qualità e con quasi tremila euro in contanti.
Come ha fatto il 21enne in così poco tempo ad inserirsi nel mercato dello spaccio a Reggio ed oltretutto in modo così vistoso? Insomma, tante cose non tornano.
A partire dal momento in cui lunedì sera l’albanese è stato “intercettato” a Pieve Modolena, lungo via Fratelli Cervi: i poliziotti lo vedono con fare sospetto insieme ad un’altra persona che poi riuscirà a far perdere le proprie tracce.
Chi per il momento l’ha fatta franca è un acquirente od un fornitore? L’analisi dei filmati delle telecamere in zona può dare una mano alle indagini coordinate dal pm Valentina Salvi.
Anche i tre telefonini sequestrati saranno d’aiuto agli investigatori per ricostruire i contatti del 21enne a livello non solo di acquirenti, ma anche di fornitori della cocaina, probabilmente connazionali da tempo attivi a Reggio.
Poi c’è il particolare non secondario che le dosi di droga sequestrate – ben due etti di “polvere bianca” di buona qualità (come ha già “detto” il narcotest) del valore di circa 10mila euro – erano pronte ad essere smerciate, mentre nell'abitazione del giovane non sono stati trovati strumenti per il peso e il confezionamento della sostanza stupefacente.
L'ipotesi investigativa è quindi che dietro al 21enne ci sia una più vasta rete di «fornitori» della cocaina, probabilmente un’organizzazione albanese ben strutturata a Reggio di cui Halil conosce qualche componente, perché i poliziotti non si spiegano come in così poco tempo l’albanese sia riuscito ad entrare nel “giro”.
E ancora, Skordha come ha trovato la casa in cui abita e usa come deposito della cocaina? È stato aiutato da qualcuno a sistemarsi, da solo, in quell’abitazione? E si ritorna ai sospetti sugli “agganci” di questo giovane a Reggio che in aula si è però trincerato dietro alla facoltà di non rispondere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Come ha fatto il 21enne in così poco tempo ad inserirsi nel mercato dello spaccio a Reggio ed oltretutto in modo così vistoso? Insomma, tante cose non tornano.
A partire dal momento in cui lunedì sera l’albanese è stato “intercettato” a Pieve Modolena, lungo via Fratelli Cervi: i poliziotti lo vedono con fare sospetto insieme ad un’altra persona che poi riuscirà a far perdere le proprie tracce.
Chi per il momento l’ha fatta franca è un acquirente od un fornitore? L’analisi dei filmati delle telecamere in zona può dare una mano alle indagini coordinate dal pm Valentina Salvi.
Anche i tre telefonini sequestrati saranno d’aiuto agli investigatori per ricostruire i contatti del 21enne a livello non solo di acquirenti, ma anche di fornitori della cocaina, probabilmente connazionali da tempo attivi a Reggio.
Poi c’è il particolare non secondario che le dosi di droga sequestrate – ben due etti di “polvere bianca” di buona qualità (come ha già “detto” il narcotest) del valore di circa 10mila euro – erano pronte ad essere smerciate, mentre nell'abitazione del giovane non sono stati trovati strumenti per il peso e il confezionamento della sostanza stupefacente.
L'ipotesi investigativa è quindi che dietro al 21enne ci sia una più vasta rete di «fornitori» della cocaina, probabilmente un’organizzazione albanese ben strutturata a Reggio di cui Halil conosce qualche componente, perché i poliziotti non si spiegano come in così poco tempo l’albanese sia riuscito ad entrare nel “giro”.
E ancora, Skordha come ha trovato la casa in cui abita e usa come deposito della cocaina? È stato aiutato da qualcuno a sistemarsi, da solo, in quell’abitazione? E si ritorna ai sospetti sugli “agganci” di questo giovane a Reggio che in aula si è però trincerato dietro alla facoltà di non rispondere.
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