Ha confessato: torna libero il violentatore del bimbo disabile
Il pakistano di 21 anni ha ammesso la violenza sessuale avvenuta il 10 luglio scorso affermando: "Ma il ragazzino era consenziente". Il giudice gli impone l'obbligo di firma e il divieto di avvicinamento alla vittima
REGGIO EMILIA Ha confessato davanti al giudice la violenza sessuale perpetrata a un ragazzino con deficit conginitivi, affermando però che il 13enne disabile "era consenziente". Al termine dell'interrogatorio di garanzia il giudice per l'indagine preliminare Giovanni Ghini, vista la confessione, ha concesso una misura cautelare più blanda rispetto agli arresti domiciliari ai quali il pedofilo - 21enne Pakistano richiedente asilo - era stato inizialmente ristretto.
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Il giudice gli ha imposto l'obbligo di firma e il divieto di avvicinamento alla vittima, mantenendo il divieto di espatrio. L'uomo, reo confesso, è quindi a piede libero.
Una vicenda che ha già fatto discutere per il reato e la violenza perpetrata nei confronti del ragazzino, vicino di casa del 21 pakistano. L'uomo lo ha attirato in una zona isolata e lo ha violentato. Per farla franca il pedofilo ha anche cercato di convincere il minorenne, che ha 13 anni, a non raccontare nulla ai genitori. Ma la vittima non ha taciuto e così il responsabile è stato arrestato.
L'episodio risale al 10 luglio ed è stato ricostruito dal Nucleo Investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, coordinato dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, che aveva chiesto l'arresto in carcere.
Il 13enne aveva raccontato tutto ai genitori e anche la visita in ospedale ha confermato l'avvenuto abuso. Nei confronti del 21enne era stata formulata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa è di violenza sessuale aggravata. Poi il giudice aveva disposto i domiciliari, scegliendo oggi una misura cautelare più blanda vista anche la confessione resa in udienza.
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