L’addio a Luca tra lacrime fiori e canzoni di Ligabue
di Ambra Prati
Casina, il Bocco si è fermato per il funerale del 27enne morto a Formentera In centinaia alla cerimonia. I parenti: «Ci piaceva tutto di te: continua ad amarci».
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CASINA. Uno striscione appeso sul muro della chiesa, con un collage di foto spensierate di Luca Chiarabini e una citazione di una canzone di Ligabue: «Ci hanno concesso solo una vita/soddisfatti o no qua non rimborsano mai». Questo il messaggio che ha accolto ieri pomeriggio il feretro, ricoperto di fiori bianchi, del 27enne stroncato da un malore il primo giorno di vacanza a Formentera.
L’8 agosto scorso Luca era appena arrivato sull’isola, insieme alla fidanzata Elisa, per trascorrere le vacanze. La sera, mentre la coppia si trovava al ristorante, Luca si era sentito male: nonostante i soccorsi, il cuore del 27enne si era fermato e la magistratura spagnola aveva deciso di non far eseguire l’autopsia. Una decisione contestata da un medico di passaggio, che aveva parlato di «gravi negligenze» suggerendo alla famiglia di procedere ad una autopsia privata. Dichiarazioni che però non sono state accolte dai Chiarabini.
Ieri è stato il giorno del lutto e del dolore. L’intera frazione del Bocco si è fermata per l’ultimo addio a Luca. I Chiarabini sono una famiglia numerosa e conosciuta (ben sette fratelli) e anche il bar Boco Loco è rimasto chiuso in segno di lutto. Presenti il sindaco di Casina Stefano Costi («rimane la rabbia»), l’ex consigliere regionale Fabio Filippi, giocatori e dirigenti del Carpineti Calcio poiché il fratello Fabio è stato presidente di diverse società calcistiche dell’Appennino: c’era anche una selezione della Reggiana Calcio.
E poi tantissima gente comune e tantissimi coetanei. La piccola chiesetta di San Paolo non è basta ad accogliere le centinaia di persone presenti: tanto che è stato necessario installare un altoparlante per consentire a quanti erano sul sagrato di assistere alla cerimonia.
Una cerimonia di benedizione senza messa, consistita in una omelia e nel messaggio letto dalla cognata Alessandra a nome dei familiari.
Il parroco don Nildo Rossi ha esordito: «Dopo una estenuante attesa di dolore, ci troviamo qui. Luca è tornato, non come avremmo voluto. Lode al mistero della morte e della sofferenza. Le parole non sono sufficienti per superare lo sconcerto del cuore, le labbra tendono a restare mute. Una sola è la parola in grado di gettare un raggio di luce sulle tenebre, l’unica luce che non tramonta mai: l’amore». E ha ricordato l’amore di Luca per la famiglia, per il lavoro, per la rete relazionale di amicizie. «Una vita breve, seppur ricca», ha concluso don Nildo.
Poi ha preso la parola la cognata Alessandra. «In questo caso le parole sono leggere, non hanno peso. Allora meglio il silenzio che fa riaffiorare i nostri ricordi, i nostri sentimenti, quello che di lui ci piaceva: tutto. La sua simpatia, la giovialità, l’amicizia, l’affetto, l’amore, il rispetto, l’educazione: quante cose aveva fatto sue Luca. Quant’era facile stare in tua compagnia. Ecco Luca di te ci mancherà tutto quanto: ci mancherai tu. Ti terremo stretto nel nostro cuore: la tua mamma, i nonni, Fabio, io, Elisa. Tu continua ad amarci sempre. Siamo sicuri ci ritroveremo un giorno. Ti vogliamo tanto bene. Ciao Luca». La voce di Alessandra si è incrinata, dalla platea si è levato un applauso. Un altro lungo applauso ha accolto il feretro all’uscita, quando mamma Sonia, sopraffatta dal dolore, si è seduta per terra su un gradino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’8 agosto scorso Luca era appena arrivato sull’isola, insieme alla fidanzata Elisa, per trascorrere le vacanze. La sera, mentre la coppia si trovava al ristorante, Luca si era sentito male: nonostante i soccorsi, il cuore del 27enne si era fermato e la magistratura spagnola aveva deciso di non far eseguire l’autopsia. Una decisione contestata da un medico di passaggio, che aveva parlato di «gravi negligenze» suggerendo alla famiglia di procedere ad una autopsia privata. Dichiarazioni che però non sono state accolte dai Chiarabini.
Ieri è stato il giorno del lutto e del dolore. L’intera frazione del Bocco si è fermata per l’ultimo addio a Luca. I Chiarabini sono una famiglia numerosa e conosciuta (ben sette fratelli) e anche il bar Boco Loco è rimasto chiuso in segno di lutto. Presenti il sindaco di Casina Stefano Costi («rimane la rabbia»), l’ex consigliere regionale Fabio Filippi, giocatori e dirigenti del Carpineti Calcio poiché il fratello Fabio è stato presidente di diverse società calcistiche dell’Appennino: c’era anche una selezione della Reggiana Calcio.
E poi tantissima gente comune e tantissimi coetanei. La piccola chiesetta di San Paolo non è basta ad accogliere le centinaia di persone presenti: tanto che è stato necessario installare un altoparlante per consentire a quanti erano sul sagrato di assistere alla cerimonia.
Una cerimonia di benedizione senza messa, consistita in una omelia e nel messaggio letto dalla cognata Alessandra a nome dei familiari.
Il parroco don Nildo Rossi ha esordito: «Dopo una estenuante attesa di dolore, ci troviamo qui. Luca è tornato, non come avremmo voluto. Lode al mistero della morte e della sofferenza. Le parole non sono sufficienti per superare lo sconcerto del cuore, le labbra tendono a restare mute. Una sola è la parola in grado di gettare un raggio di luce sulle tenebre, l’unica luce che non tramonta mai: l’amore». E ha ricordato l’amore di Luca per la famiglia, per il lavoro, per la rete relazionale di amicizie. «Una vita breve, seppur ricca», ha concluso don Nildo.
Poi ha preso la parola la cognata Alessandra. «In questo caso le parole sono leggere, non hanno peso. Allora meglio il silenzio che fa riaffiorare i nostri ricordi, i nostri sentimenti, quello che di lui ci piaceva: tutto. La sua simpatia, la giovialità, l’amicizia, l’affetto, l’amore, il rispetto, l’educazione: quante cose aveva fatto sue Luca. Quant’era facile stare in tua compagnia. Ecco Luca di te ci mancherà tutto quanto: ci mancherai tu. Ti terremo stretto nel nostro cuore: la tua mamma, i nonni, Fabio, io, Elisa. Tu continua ad amarci sempre. Siamo sicuri ci ritroveremo un giorno. Ti vogliamo tanto bene. Ciao Luca». La voce di Alessandra si è incrinata, dalla platea si è levato un applauso. Un altro lungo applauso ha accolto il feretro all’uscita, quando mamma Sonia, sopraffatta dal dolore, si è seduta per terra su un gradino.
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