Gazzetta di Reggio

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«Le voci circolavano la comunità pakistana isolerà il colpevole»

di Mauro Pinotti
«Le voci circolavano la comunità pakistana isolerà il colpevole»

Il giornalista Fayaz esprime la condanna dei connazionali Dell’episodio si parlava già pochi giorno dopo l’accaduto

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REGGIO EMILIA. Parte della comunità pakistana era al corrente già dal luglio scorso della vicenda del 21enne originario del Punjab pakistano che ha abusato di un ragazzo disabile figlio di genitori a loro volta non italiani. Le voci erano già circolate in occasione della tragedia avvenuta a Luzzara il 15 luglio scorso quando scomparve da casa un bimbo pakistano di 12 anni, poi trovato annegato due giorni dopo in una chiusa di un canale di irrigazione.

La vicenda del piccolo Ali Hassnain non ha nulla a che fare con il caso di pedofilia ma, come si ricorderà, il padre aveva ipotizzato episodi di bullismo nei confronti del figlio (poi esclusi dagli inquirenti) e in quelle circostanze erano emerse, si apprende ora, anche le voci sulla violenza sessuale (per una sorta di analogia tra fatti orribili).

Fayaz, giornalista del blog “Nay Dunya” (Nuovo Mondo), seguito da molti pakistani, ha confermato di «avere sentito già diverse voci sulla sconcertante vicenda».

«La persona che si è macchiata di questo reato – spiegae il giornalista – nella nostra comunità non godrà più né di stima, né di rispetto. Sarà completamente isolata. E se verrà considerato colpevole dovrà subire la punizione che la legge italiana prevede per casi di questo genere. Sul piano religioso, per ottenere il perdono divino dovrà pregare tanto». Una presa di posizione confermata dal fatto che il connazionale che ospita il 21enne ai domiciliari ha già detto che non intende ospitarlo più nella sua casa.

La notizia dell’arresto del 21enne ha sconvolto la comunità pakistana reggiana e non solo. Ilyas Muhammad, rappresentante imam di Bologna, che poco meno di un mese fa ha celebrato i funerali del piccolo Ali Hassnain alle camere ardenti di Guastalla prima del suo rimpatrio per la sepoltura, si dice senza parole dopo aver appreso della terribile vicenda dal sito internet della Gazzetta di Reggio. «Devo assolutamente parlare con qualcuno della comunità del posto per avere maggiori informazioni. Devo sapere la verità dei fatti. Poi eventualmente mi esprimerò».

La violenza sessuale, per di più su un bambino, è un crimine che non ha cittadinanza in alcuna cultura (come spiega nell’articolo sotto l’avvocato Marco Scarpati) e ovviamente religione.

Per l’Islam, religione professata dalla maggioranza dei pakistani, la violenza sessuale ed in particolare gli abusi su minori sono considerati una “perversione”: un crimine o una malattia per la quale bisogna pregare per guarire ed ottenere così il perdono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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