Reggio Emilia, piante secche abbandonate in centro
Situazione desolante, nessuno le annaffia. Tutino: «Colpa dei tempi per affidare l’appalto»
REGGIO EMILIA. La straordinaria siccità di quest’anno non colpisce soltanto l’agricoltura. È in grave sofferenza anche il verde urbano che si tinge di giallo nei parchi e nelle piazze, dove gli alberi mostrano segni di patimento, le aiole sono inaridite e le fioriere quasi completamente rinsecchite. Tuttavia la città esula dalle competenze della Bonifica dell’Emilia centrale, responsabile invece per l’Enza e per il Secchia. La vegetazione ornamentale appartiene al Comune, che, non disponendo più della Serra comunale di via Cecati, chiusa da tempo, ne affida la cura in appalto a diverse ditte private e cooperative sociali.
Il movimento Cinque Stelle preannuncia quindi un’interrogazione al sindaco per accertare le responsabilità e sollecitare i necessari interventi. «Il verde pubblico – denuncia la consigliera pentastellata Alessandra Guatteri – è allo sfascio. In un’estate in cui non piove da mesi e le colture sono in ginocchio, a Reggio diventa evidente che non esiste una gestione del verde organica e programmata». I grillini documentano, in particolare, la penosa situazione del parco Cervi (ex-Tocci), che a loro parere versa in uno «stato di abbandono totale».
In questo caso l'incuria sarebbe dovuta principalmente agli impianti di irrigazione che o non funzionano o sono tarati male disperdendo l’acqua sul sentiero, mentre le piante e le siepi sono ingiallite e il bambù si sta completamente seccando. Inoltre, i pregevoli giochi di legno appaiono deteriorati al punto che i bambini rischiano di ferirsi con le schegge. Sono altrettanto sofferenti anche alcuni dei tigli che ombreggiano piazza Fontanesi a causa, probabilmente, della rottura degli impianti di irrigazione.
Gli ambientalisti della Consulta verde del Comune segnalano un’altra pesante criticità. In piazza Martiri del 7 Luglio erano state collocate ventidue fioriere con altrettante pianticelle di Lagerstroemia, l’essenza originaria del Sudest asiatico di cui possiamo ammirare per tutta l’estate la copiosa fioritura di colore lilla in piazza Roversi e in via Ludovico Ariosto.
Le fioriere, ormai, vengono utilizzate dai passanti come posacenere. Infatti gli arbusti, che potrebbero raggiungere col tempo l’altezza di qualche metro, sono seccati poiché nessuno ha provveduto alle abbondanti innaffiature di cui hanno bisogno. La stessa sorte rischiano di subirla le piante di bosso sparse nelle fioriere in via Franzoni, in via Guidelli e in altre zone.
Per fortuna molti esemplari sono rimasti verdi grazie ad alcuni negozianti che hanno provveduto di persona ad innaffiarli. Il Comune ammette che l’incuria dipende dall’esternalizzazione del servizio, che richiede procedure di gara sempre più articolate e complesse. «I tempi per l’assegnazione dell’appalto per la manutenzione – spiega l’assessore Mirko Tutino – non sono stati compatibili con il lungo periodo di giugno e luglio. Inoltre le piante esistenti nei vasi del centro non sono tra le più idonee a sopravvivere ad un lungo periodo di siccità. Il problema delle innaffiature non dipende da carenza di risorse, ma dalla rigidità che una struttura pubblica ha nello spendere. Le piante morte saranno sostituite con altre di tipologia più adatta. In quanto ai tigli di piazza Fontanesi, la situazione è tenuta sotto stretto controllo. In merito al parco Cervi, entro l’anno è prevista la sostituzione degli arredi danneggiati grazie al milione di euro messo a bilancio per la sistemazione di trenta aree verdi, che avrà inizio dalle prossime settimane». (l.s.)
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