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Salvini: «Preparatevi Arriviamo a Reggio»

di STEFANO SCANSANI
Salvini: «Preparatevi Arriviamo a Reggio»

«Terra di lavoro e libertà. Condivisibili le motivazioni della sinistra, di una volta» Il segretario della Lega irrompe nel dibattito sui referendum nordisti e il Pd locale 

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Non c’è il due senza il terzo (inatteso). Cioè Matteo Salvini. Riavvolgiamo il nastro. Lunedì il presidente della Provincia Manghi, riferendosi al governatore Bonaccini ha detto che c’è una via emiliana all’autonomia, e ha bollato i referendum lombardo-veneti del 22 ottobre come smaccata propaganda leghista. Ieri sulla Gazzetta l’assessore Gianni Fava, delegato da Maroni al referendum in Lombardia ha replicato che così il Pd va a rimorchio del Carroccio. Oggi è il segretario leghista Matteo Salvini a fare irruzione nel dibattito. Reduce dal comizio ferragostano a Ponte di Legno, l’aspirante premier del centrodestra manda un segnale al Pd reggiano. Dice che la Lega sta arrivando.

Che cos’è, un’irruzione? Lo sa che tanto questa è terra blindata, luogo di tradizione, posto di militanza, Reggio Emilia è storicamente impermeabile ai leghismi.

«Guardi, mi dicevano che non avremmo mai vinto a Genova perché da cinquant’anni governavano le stesse persone, ma due mesi fa abbiamo liberato Genova. Lo stesso a Spezia, Pistoia, Vignola, Piacenza».

Sta dicendo che state assediando Reggio?Cioè, ci state provando?

«Arriveremo anche a Reggio, terra di lavoro, terra di libertà. Dico che le motivazioni condivisibili che aveva la sinistra di una volta non sono sicuramente quelle del Pd di oggi.

Nel giorno di Ferragosto c’erano parecchi reggiani al mio comizio a Ponte di Legno, sa. E mi hanno chiesto “quando arrivate?”. Certo che arriviamo. Prima ci sarà l’appuntamento con le politiche, poi arriveremo anche a Reggio».

Scusi, arriverete... Ma su quante e quali personalità potete contare sul territorio per compiere l’impresa?

«Ci sono. E poi soprattutto quando apri le finestre si avvicina tanta gente. In città dove abbiamo mai governato, città rosse rosse come Genova e Spezia, adesso siamo il primo gruppo in consiglio comunale e in giunta. Così si avvicina gente che fa esperienza. Ci sono i leghisti storici e quelli che appunto si stanno avvicinando».

Parliamo di autonomia. Il presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi, dice che l’Emilia Romagna può conseguirla prima, attraverso le opportunità date dalle leggi vigenti. Autonomia emiliana, prima di Lombardia e Veneto che puntano sul referendum.

«Devono spiegarmi perché in Emilia Romagna l’autonomia non l’hanno ancora avuta. Governano da sempre il Comune e la Provincia di Reggio, governano da sempre la Regione Emilia Romagna, e ormai tra Monti, Letta, Renzi e Gentiloni sono sei anni che governano a Roma. E governano pure in Europa. Il Pd di Reggio Emilia governa tutto…

Comunque, per le autonomie, si sono svegliati solo adesso perché siamo partiti noi? Se volessero la potrebbero ottenere. Cioè il governatore Bonaccini chiama Gentiloni, gli chiede alcune competenze e i soldi per gestirle».

Veniamo alle storie interne della Lega Nord di quaggiù. Il suo ex antagonista alla segreteria Gianni Fava ieri alla Gazzetta ha detto che “finché tira Salvini son tutti bravi”. Come risponde?

«Io voglio risolvere i problemi, non mi interessano le polemiche. C’è stato un congresso che è finito in maniera molto chiara. Tutti i numeri confermano che la Lega non è mai stata così in salute. Mi permette di tornare al tema autonomia?».

Prego.

«Tra quindici giorni riaprono le scuole. Se la scuola fosse di competenza regionale né l’Emilia Romagna né la Lombardia avrebbero le migliaia di cattedre scoperte che invece hanno. E anche se il tema immigrazione fosse di competenza regionale non avremmo i prefetti che mandano gli immigrati a destra e a manca».

Ecco, a proposito di immigrati. Le classifiche della rabbia o dell’odio inseriscono Reggio fra le città prime in graduatoria.

«Reggio è una città molto trafficata?».

Sì. Ci sono immigrazione e molta intolleranza. E la reazione è notevolissima. La Lega come si pone su questo problema, sull’odio online?

«Io a questa storia do il giusto peso. Se dovessi preoccuparmi di quelli che mi insultano, mi minacciano, mi attaccano ogni giorno su Facebook passerei il mio tempo lì, solo lì. Se c’è rabbia è perché ci sono dei problemi, poi, però i problemi non si risolvono con la rabbia. Noi abbiamo vinto con i voti delle periferie, dei quartieri popolari, vuol dire che la sinistra non ha capito che servono risposte soprattutto negli interessi di chi sta ai margini, di chi non è ascoltato».

Come i migranti, i profughi?

«Ieri ho ricevuto la telefonata di un immigrato regolare che abita a Milano. È un cittadino dell’Est che è qua da vent’anni e si è iscritto alla Lega perché, mi ha detto, “la mia speranza siete voi, perché se ne arrivano troppi poi ne pago io le conseguenze, perché ci mettono tutti nello stesso mucchio”. Può darsi che a Reggio siano più incazzati che altrove perché c’è una sinistra che dice venite tutti, c’è posto per tutti, fingendo che vada tutto bene».

Come mai Salvini non viene mai avvistato a Reggio?

«Perché in Italia ci sono ottomila comuni».

La felpa di Reggio Emilia quando l’indosserà?

«Ce l’ho. Ce l’ho anche di diversi comuni della vostra provincia. In questi mesi ho frequentato soprattutto le città e i paesi che andavano al voto, in Emilia: Piacenza, Parma, Vigno... Ci sarò. Ho trovato parecchi reggiani che chiedono soccorso, soccorso verde».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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