Vento forte e siccità, la montagna brucia
di Adriano Arati e Domenico Amidati
Vigili del fuoco impegnati per oltre 36 ore per domare incendi a Pecorile di Vezzano e in due località di Carpineti
3 MINUTI DI LETTURA
CARPINETI. Ricadute su ricadute, provocate dal caldo e da boschi secchi come non accadeva da anni. Continua l’emergenza incendi nella montagna reggiana.
Rispetto all’anno scorso gli incendi boschivi sono aumentati del 30% ma con questo andamento degli ultimi giorni si rischia un incremento ancora maggiore e dunque i conti si faranno alla fine.
Il rogo più vasto si è sviluppato nella notte tra mercoledì e ieri a Pecorile, nel territorio di Vezzano, e ha interessato circa sette ettari di bosco e sottobosco.
Dopo i due roghi del fine settimana scorso a Valestra e Lamburana, gli incendi hanno di nuovo colpito anche il territorio di Carpineti: le fiamme hanno ripreso forza negli stessi punti e sono state arginate grazie all’intervento dei vigili del fuoco e tanti volontari. Un terzo incendio ha impegnato tre squadre dei vigili nel pomeriggio: 4mila metri quadri di boscaglia sono andati in fiamme in località Fola, vicino al monte di San Vitale.
Più di 24 ore di lavoro intensissimo dunque per i vigili del fuoco. A Pecorile, precisamente in località Fornace, l’allarme è scattato alle 22 di mercoledì. Ad accorgesi dell’incendio è stato un abitante che abita nelle vicinanze, che prima ha avvertito gli abitanti di due case vicine e poi ha allertato i vigili del fuoco. Da Reggio Emilia, Castelnovo Monti e Collagna sono arrivati 7 mezzi, 4 autobotti e 4 fuoristrada e sono entrati in azione lavorando cinque ore per poter estinguere le fiamme ed evitare che le lingue di fuoco si propagassero vicino alle case e divorando altra vegetazione. Verso le 23 i vigili avevano spento le fiamme più vicine alle abitazioni e poi le altre, intorno alle tre si poteva dire che le fiamme erano state domate. Il fuoco ha interessato circa sette ettari a sterpaglie e un boschetto della riva del Fosso del Faieto.
Il sindaco Mauro Bigi presente durante tutti gli interventi ha lanciato un appello «a prestare la massima attenzione ed evitare certi comportamenti che possono degenerare con effetti ben più gravi» e ha ringraziato tutti coloro che ieri sono intervenuti per domare l’incendio. «Senza il tempestivo intervento dei vigili del fuoco - sottolinea ancora Bigi - l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze più drammatiche. Un grazie inoltre ai carabinieri del comando di Castelnovo Monti e alla locale stazione di Vezzano che, col luogotenente Pinto, hanno presenziato fino alla fine delle operazioni anche per verificare eventuali responsabilità».
Responsabilità che invece sembrano chiare per gli incendi tra martedì, mercoledì e ieri a Valestra, nell’area sopra a Montefaraone, e Lamburana a Carpineti: sono quasi di sicuro dovuti a minuscoli focolai rimasti coperti dall’altro materiale bruciato ma in grado di ripartire generando altri piccoli incendi. Si tratta di “sorgenti” ridotte che normalmente non rappresenterebbero un problema, ma le temperature alte, l’aridità e la secchezza nei boschi e nei campi fornisce eccellente “carburante”. Questa stagione eccezionalmente calda ha poi ridotto l’umidità e la rugiada notturna è assente. Il potenziale rischio è quindi elevato, un’oretta di vento intenso è sufficiente a propagare anche di poco le scintille. I vari roghi di ritorno sono quasi sempre partiti di giorno e questo ha permesso a abitanti e persone in transito di notarli subito. In una zona diversa, ma sempre nell’area carpinetana, si è invece sviluppato l’incendio che nel pomeriggio ha bruciato 4mila metri quadri. Le fiamme sono partite a qualche chilometro da Valestra, a Fola, vicino al monte di San Vitale. Qui sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco. In tutta la giornata di ieri sono state al lavoro ben dieci squadre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Rispetto all’anno scorso gli incendi boschivi sono aumentati del 30% ma con questo andamento degli ultimi giorni si rischia un incremento ancora maggiore e dunque i conti si faranno alla fine.
Il rogo più vasto si è sviluppato nella notte tra mercoledì e ieri a Pecorile, nel territorio di Vezzano, e ha interessato circa sette ettari di bosco e sottobosco.
Dopo i due roghi del fine settimana scorso a Valestra e Lamburana, gli incendi hanno di nuovo colpito anche il territorio di Carpineti: le fiamme hanno ripreso forza negli stessi punti e sono state arginate grazie all’intervento dei vigili del fuoco e tanti volontari. Un terzo incendio ha impegnato tre squadre dei vigili nel pomeriggio: 4mila metri quadri di boscaglia sono andati in fiamme in località Fola, vicino al monte di San Vitale.
Più di 24 ore di lavoro intensissimo dunque per i vigili del fuoco. A Pecorile, precisamente in località Fornace, l’allarme è scattato alle 22 di mercoledì. Ad accorgesi dell’incendio è stato un abitante che abita nelle vicinanze, che prima ha avvertito gli abitanti di due case vicine e poi ha allertato i vigili del fuoco. Da Reggio Emilia, Castelnovo Monti e Collagna sono arrivati 7 mezzi, 4 autobotti e 4 fuoristrada e sono entrati in azione lavorando cinque ore per poter estinguere le fiamme ed evitare che le lingue di fuoco si propagassero vicino alle case e divorando altra vegetazione. Verso le 23 i vigili avevano spento le fiamme più vicine alle abitazioni e poi le altre, intorno alle tre si poteva dire che le fiamme erano state domate. Il fuoco ha interessato circa sette ettari a sterpaglie e un boschetto della riva del Fosso del Faieto.
Il sindaco Mauro Bigi presente durante tutti gli interventi ha lanciato un appello «a prestare la massima attenzione ed evitare certi comportamenti che possono degenerare con effetti ben più gravi» e ha ringraziato tutti coloro che ieri sono intervenuti per domare l’incendio. «Senza il tempestivo intervento dei vigili del fuoco - sottolinea ancora Bigi - l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze più drammatiche. Un grazie inoltre ai carabinieri del comando di Castelnovo Monti e alla locale stazione di Vezzano che, col luogotenente Pinto, hanno presenziato fino alla fine delle operazioni anche per verificare eventuali responsabilità».
Responsabilità che invece sembrano chiare per gli incendi tra martedì, mercoledì e ieri a Valestra, nell’area sopra a Montefaraone, e Lamburana a Carpineti: sono quasi di sicuro dovuti a minuscoli focolai rimasti coperti dall’altro materiale bruciato ma in grado di ripartire generando altri piccoli incendi. Si tratta di “sorgenti” ridotte che normalmente non rappresenterebbero un problema, ma le temperature alte, l’aridità e la secchezza nei boschi e nei campi fornisce eccellente “carburante”. Questa stagione eccezionalmente calda ha poi ridotto l’umidità e la rugiada notturna è assente. Il potenziale rischio è quindi elevato, un’oretta di vento intenso è sufficiente a propagare anche di poco le scintille. I vari roghi di ritorno sono quasi sempre partiti di giorno e questo ha permesso a abitanti e persone in transito di notarli subito. In una zona diversa, ma sempre nell’area carpinetana, si è invece sviluppato l’incendio che nel pomeriggio ha bruciato 4mila metri quadri. Le fiamme sono partite a qualche chilometro da Valestra, a Fola, vicino al monte di San Vitale. Qui sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco. In tutta la giornata di ieri sono state al lavoro ben dieci squadre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
